schermata-2016-10-03-alle-15-09-47di Cristiano Collina

Il testo della Ley del Suelo, creato con il contributo di tutte le istituzioni legate al tema della destinazione d’uso dei terreni dell’arcipelago inclusi quelli andati in fumo a seguito di incendi, è stato approvato dal Governo delle Canarie lo scorso 8 agosto 2016.

La Ley del Suelo de Canarias rappresenta una vera e propria riforma di quanto è stato disposto fino ad ora circa proprietà urbana, gestione della pianificazione, tecniche di intervento pubblico sull’uso del suolo, la disciplina territoriale e urbana, pur non cambiando la regolamentazione che riguarda le aree protette dell’arcipelago.

Il presupposto di base è che si è resa necessaria ed essenziale la regolamentazione del suolo canario con norme univoche e volte ad ordinare gli interessi legittimi sia pubblici che privati che vi convergono.

Il regolamento del territorio canario risale all’inizio dell’autonomia dell’arcipelago; da quel momento in poi una serie di misure successive e una profusione di sviluppo territoriale e urbano, hanno trasformato la normativa in ostacolo che ha impedito in molte occasioni lo sviluppo razionale e sostenibile del territorio.

Il paradosso che si era creato vedeva da un lato una serie infinita di strumenti di pianificazione ambientale territoriale e dall’altra la carenza di sviluppi normativi essenziali.


Una complessità di leggi e regolamenti, un eccessivo rigore formale da un lato e una contestuale superficialità di valutazione, hanno provocato un vero e proprio caos normativo.

Il nuovo testo della Ley del Suelo si pone come obiettivo la semplificazione e lo snellimento di tutte le procedure legate al territorio quali la riqualificazione, la destinazione o il cambio d’uso.

Quindi riduzione di oneri e procedure non necessarie o eccessive, razionalizzazione delle situazioni mediante l’uso di strumenti di valutazione univoci per evitare incoerenze o duplicazioni, aggiornamento delle norme che disciplinano la protezione, la gestione e l’uso del territorio delle isole, sono tutte azioni promosse dalla nuova legge, il cui obiettivo è uno sviluppo sostenibile in equilibrio con le risorse naturali.

Di pari passo approvata anche la Ley de Montes che include un emendamento che permetterà di costruire sui terreni bruciati senza che siano trascorsi 30 anni e con la condizione che siano subentrati motivi imperativi di interesse pubblico,

Quello del riscatto delle aree bruciate da incendi dovuti a disattenzioni o leggerezza, è un tema di forte interesse per le autorità canarie.

La nuova legge lascia di fatto alle comunità autonome il diritto di riqualificare le montagne bruciate, fino ad ora bloccato dal vincolo dei 30 anni.

Eccezionalmente le comunità autonome potranno cambiare la destinazione d’uso dei terreni sottoposti a incendio, presentando validi motivi e a condizione che siano state adottate misure compensative per recuperare l’equivalente delle aree bruciate.

Un provvedimento che ha suscitato non poca preoccupazione tra gli ambientalisti, timorosi di veder perdere un patrimonio naturale già fortemente danneggiato dal fenomeno degli incendi e il cui ripristino richiede molti anni.