alternativa-bancodi Franco Leonardi

Le fincas, aziende agricole che sorgono su appezzamenti di terreno adibiti ad agricoltura o ad allevamento di bestiame, hanno una storia vecchia di oltre 300 anni, quando nelle zone delle Canarie e delle Baleari iniziò un esteso sviluppo delle attività rurali.

Nel corso del tempo le fincas si sono evolute in aziende agricole più tecnologiche o si sono trasformate in bed and breakfast di fascino ma molte di esse sono rimaste abbandonate, creando spazi dove il terreno, non più sottoposto a culture, si è ricoperto di cespugli inaridendosi.

Il Cabildo di Tenerife insieme al Ministro dell’Ambiente ha annunciato nei primi mesi dell’anno l’intento di recuperare le fincas abbandonate, acquistandone i terreni su cui sorgono, per riconvertire tutta l’area a rimboschimento, ampliando così lo spazio verde e creando una sorta di corridoio ecologico.

L’ultima campagna di riforestazione del 2009 era stata interrotta a casa della mancanza di fondi necessari all’operazione ma ora è giunto il momento di valorizzare le foreste e diminuire le porzioni di suolo arido e cespuglioso, un reale pericolo per la diffusione di incendi che potrebbero letteralmente mettere a rischio il patrimonio boschivo dell’isola.

Il Cabildo di Tenerife e l’Ayuntamiento di Candelaria hanno avviato inoltre un programma di volontariato ambientale che comprende azioni diverse, quali la sensibilizzazione della cittadinanza sulla preservazione del patrimonio naturale dell’isola nonché sull’adozione di comportamenti sostenibili nei confronti dell’ambiente e l’importante quanto necessaria bonifica dei suoli acquistati.


La pulizia dei terreni dove le fincas sorgevano è di fondamentale importanza prima di procedere a riforestazione, poiché la presenza di specie estremamente invasive come il “rabo de gato” (Pennisetum setaceum) non consente ad altre specie di crescere e di creare così il corretto equilibrio fitocenotico necessario all’incremento degli spazi verdi.

Le fincas rappresentano pertanto una speciale eredità da cui partire per recuperare quelle porzioni di polmone verde perse drammaticamente con l’aumento degli incendi sull’isola.