lungs-39981_640di Grazia Riolo

L’asma sull’arcipelago delle Canarie è una patologia cronica e la sua incidenza nella popolazione è di tre volte superiore a quella sulla popolazione del resto della Spagna.

Se su territorio nazionale infatti l’asma, secondo i dati della European Community Respiratory Health Survey (ECRHS) e dell’International Study of Asthma and Allergy in Childhood (ISAAC), colpisce 2,5 milioni di spagnoli ovvero il 5% circa della popolazione, sull’arcipelago questa patologia affligge il 15% dei suoi abitanti per un totale di più di 300.000 persone.

Gli studi effettuati rivelano che alle Canarie, a causa del clima subtropicale e quindi con elevato tasso di umidità, i sintomi e la sensibilità agli acari sono tra i più elevati, così come lo sono i livelli di sensibilizzazione agli acari.

Per fare un esempio, come dice uno pneumologo dell’Hospital Universitario Nuestra Señora de la Candelaria, un materasso alle Canarie contiene 10 volte gli acari contenuti in un materasso della penisola.

Ma se ben trattato e tenuto sotto controllo, il paziente asmatico è in grado di condurre una vita normale e soprattutto senza nessuna restrizione riguardo l’attività fisica, come invece si è erroneamente portati a pensare.


Esempio della validità di questa affermazione è l’atleta David Meca, 28 volte campione mondiale di nuoto, con molti record battuti e oltre 100 titoli internazionali ottenuti.

Meca, asmatico fin da bambino, è l’esempio calzante del fatto che l’asma non può fermare l’agonismo e quindi l’attività fisica.

A tal proposito l’atleta ha tenuto un discorso al recente Congreso Regional Neumocan, svoltosi all’Auditorio Alfredo Kraus di Las Palmas – Gran Canaria, come testimonial d’eccezione.

Il Congresso, alla sua 31° edizione, ha riunito i più importanti specialisti nel campo della pneumologia e della chirurgia toracica a livello regionale oltre a diversi relatori internazionali provenienti, per lo più, dalla Germania.