L’insetto è in tavola!

eat-thai-1222261_640di Anita Caiselli

Se ne parla già da qualche tempo e esistono già paesi dove l’insetto costituisce parte della dieta alimentare umana: inorriditi? incuriositi?

Quella dell’insetto commestibile, al di là di vecchie tradizioni culinarie orientali e africane, potrebbe rappresentare una soluzione di tutto rispetto allo scenario che va delineandosi riguardo alle future risorse alimentari a disposizione dell’uomo.

Secondo recenti stime, nel 2050 saremo una popolazione di 9 miliardi di persone che vivrà su un pianeta le cui risorse alimentari e idriche saranno ridotte all’osso: deforestazione, inquinamento di mari, surriscaldamento climatico, estinzione di specie animali e vegetali.

Insomma, qualcosa bisognerà pur inventarsi.

La più realistica ipotesi di soluzione al fabbisogno è rappresentata dagli insetti, molti dei quali dal valore nutritivo impensabile.


Secondo il blog di cucina Coninatis di Atresmedia le tanto odiate cucarachas sarebbero in grado di produrre un latte completo dal punto di vista nutrizionale, ricco di grassi, zuccheri, proteine e aminoacidi essenziali.

La Diploptera punctata in particolare è l’unico scarafaggio che produce latte che, stando agli studi dell’istituto di biologia e medicina rigenerativa dell’India, presenta un potenziale energetico tre volte superiore a quello di mucca.

Al momento attuale più di due miliardi di persone al mondo consumano insetti come alimento e sarebbero più di 1.500 le specie riconosciute commestibili, ma parliamo di popoli che culturalmente hanno sempre mangiato insetti e di una piccola nicchia di amanti della sperimentazione.

Voi mangereste un insetto, pur consapevoli del suo valore nutritivo e incoraggiati da chi vi assicura che il suo sapore è gradevole?

Il tabù culturale e l’innata sensazione di disgusto rendono l’insetto un alimento alquanto ostico ma presentato opportunamente potrebbe scavalcare gli iniziali pregiudizi e dare vita a una sorta di nouvelle cuisine sui generis.

Il Regolamente CE 258/97 faceva rientrare gli insetti nella definizione di “novel food” ovvero alimenti per i quali non è ancora dimostrabile un consumo significativo all’interno dell’Unione Europea.

L’Efsa, dal canto suo, ha provveduto ad evidenziare il potenziale rischio microbiologico legato agli allevamenti di insetti nutriti con mangimi non autorizzati mentre la FAO incoraggia l’alimentazione a base di insetti approvati.

Il responso definitivo è arrivato con la nuova normativa europea che di fatto introdurrà la vendita di insetti in tutti i paesi europei a partire dal 1° gennaio 2018.

L’insetto in tavola non sarà più esclusiva di paesi lontani ma sarà regolamentato come un qualsiasi altro alimento e quindi sottoposto a valutazioni scientifiche, requisiti di etichettatura, valutazione di rischi e normative riguardo gli allevamenti.

L’impatto di una rivoluzione alimentare di questo tipo darà vita ad un nuovo commercio, a nuove figure fondamentali e quindi a nuova economia, ma il quesito di base rimane: voi mangereste un insetto?