Un consorzio di salvataggio per l’arcipelago canario

Di Ilaria Vitali

Preoccupato per l’elevato numero di morti per annegamento, il 20% in più rispetto al 2015, il presidente della Asociación canaria de rescate y salvamento Aday Morin annuncia il progetto della creazione di un vero e proprio consorzio di salvataggio per aumentare la sorveglianza e il pronto intervento lungo le spiagge affollate delle isole dell’arcipelago canario.

Il modello da cui si trarrà spunto è quello del Consorcio de Bomberos de Tenerife, il prezioso gruppo dei pompieri molto attivo sull’isola.

La presenza di un consorzio di salvataggio, oltre che fondamentale per la salvaguardia dei bagnanti, si rende necessario nell’ambito dell’offerta turistica delle spiagge canarie durante la tradizionale Feria Internacional de Turismo, il FITUR.

Non è possibile infatti, secondo quanto afferma il presidente della Corporación Insular, vendere alcune belle spiagge delle isole Canarie senza un adeguato piano di sicurezza e di prevenzione contro i fenomeni dell’annegamento.

Così come è urgente un regolamento univoco che disciplini i servizi, le competenze di soccorso, con personale specializzato in rianimazione, nonché un coordinamento attivo di tutte le squadre che andranno a comporre il consorzio di salvataggio.


Il consorzio dovrà essere dotato di tutta l’attrezzatura necessaria al pronto intervento, quali kit di pronto soccorso, mute e mezzi per il trasporto di eventuali persone in difficoltà nei più vicini ospedali.

Il numero delle vittime per annegamento in tutta la Spagna è notevolmente aumentato e l’arcipelago occupa tristemente uno dei primi posti insieme a Galicia e Andalucía, un primato che stride con quello da leader nel settore turismo e che potrebbe avere non poche ripercussioni sulla domanda generale dei visitatori.

Il 112, come afferma Aday Morin, non è in grado di sopperire a tutte le richieste e quando gli operatori hanno terminato il turno di lavoro, le spiagge rimangono non sorvegliate.

Il Gobierno de Canarias, aggiunge, non può ignorare il necessario collegamento con la sicurezza obbligatoria per legge sulle spiagge delle isole ed è per questo che sono state inviate 7 proposte al Primo Ministro Mariano Rajoy, al Ministro Ana Pastor nonché al Presidente del governo, che includono, tra le varie cose, l’imposizione di multe salate ai bagnanti che non rispettano le regole delle spiagge.