Prevenzione incendi: via 5000 ettari di pino canario

di Franco Leonardi

Tra le varie azioni intraprese dal Cabildo di Tenerife per la lotta agli incendi boschivi, ve n’è una che potrebbe suscitare sconcerto ma che ha una sua legittima spiegazione, ovvero quella relativa alla decisione di eliminare 5000 ettari di pino canario (Pinus canariensis).

Tenerife ha attualmente un esubero di pino canario per effetto del ripopolamento resosi necessario alcuni decenni fa.

In particolare vi sarebbero 10.000 ettari di pino dislocati in tutta l’isola che non permettono lo sviluppo del sotto bosco, quindi di altra vegetazione, e conseguentemente di fauna.

L’idea di eliminare una porzione della popolazione boschiva di pino canario rappresenterebbe quindi, secondo il Ministro dell’Ambiente, una soluzione non solo al mancato sviluppo di quello che viene chiamato bajo bosco con tutto quello che ne consegue, ma anche e soprattutto all’incremento degli incendi.

Un sacrificio utile all’ambiente che prevede, come sottolinea il Ministro dell’Ambiente, un riutilizzo dei resti dei pini canari nel compostaggio da utilizzarsi nei terreni liberati preparandoli per la nuova vegetazione e per generare biomassa utile per  la combustione.


In merito al compostaggio si sottolinea che al momento attuale il piano territoriale per la gestione dei rifiuti genera circa 6000 tonnellate l’anno di compost, cifra che può raggiungere le 500.000 tonnellate con l’eliminazione dei 5000 ettari di pino canario.

Una volta ottenuta la modifica a bilancio per attuare l’operazione, il Cabildo procederà con l’acquisto del terreno, che è circostante la Finca Las Eres già di proprietà del Consiglio, in modo da poter iniziare i lavori nella prima metà del 2017 e realizzare il compost nella seconda metà dell’anno.

Una porzione di natura che se ne va per lasciare spazio a nuova vegetazione ma soprattutto necessaria per limitare i rischi di incendi boschivi che flagellano ogni anno l’arcipelago canario con gravi conseguenze per l’intero ecosistema.