Il fascino intramontabile del Resonar del Bucio

di Bina Bianchini

Storia del recupero di un’antica tradizione

Ci sono antiche tradizioni che rimangono sepolte nel trascorrere degli anni e che non verranno mai conosciute dall’uomo moderno, ma non è questo il caso del Resonar del Bucio, una usanza tipica canaria che, grazie alla perseveranza di Ricardo González, dal 2009 è tornata ad animare Villa de San Juan de la Rambla nel mese di giugno, al solstizio d’estate, e nel mese di dicembre, al solstizio d’inverno.

Ricardo González, originario di Icod de los Vinos, ha recuperato infatti un prezioso elemento facente parte del patrimonio culturale dei cittadini dell’arcipelago, riproponendolo nel comune settentrionale di Villa de San Juan de la Rambla, una scelta non a caso e vedremo il perché.

Il Resonar del Bucio letteralmente significa il suono della conchiglia; nell’arcipelago delle isole Canarie le conchiglie anticamente venivano utilizzate come mezzo di comunicazione, utilizzando il suono prodotto soffiandovi dentro per scandire addirittura le giornate lavorative e ricordando il momento di inizio e di fine lavoro a coloro che lavoravano nelle piantagioni di banane.

I pescatori erano soliti ricorrere al bucio per comunicare tra di loro l’arrivo in porto e l’inizio dell’attività di pesca, così come i raccoglitori di aghi di pino intendevano con il Resonar del Bucio il momento di salire nei boschi per dar via all’operazione di raccolta.


Le conchiglie venivano suonate anche in occasioni particolari, quali la scoperta di una gravidanza di una donna non sposata o quella del tradimento di una sposa nei confronti del proprio marito, una sorta di gossip d’altri tempi.

Al di là della goliardia e del pettegolezzo, il bucio suonava anche come avvertimento in caso di incendio o come sveglia per alimentare il bestiame.

Ma quei suoni, legati a quella tradizione, nel corso del tempo sono andati perduti, tanto che fino al prezioso intervento di Ricardo González ben pochi sapevano cosa fosse il Resonar del Bucio.

González scelse proprio Villa de San Juan de la Rambla per l’eccezionale acustica dovuta all’auditorium naturale del Risco del Mazapé, una scogliera a picco sul mare.

Ogni anno le grandi conchiglie vengono suonate come una tromba nel tratto di strada che conduce alla chiesa, celebrando così l’inizio dell’estate e la nascita del Battista.

A far da teatro alla replica di una tradizione antichissima, vengono messe in scena riproduzioni allegoriche di eventi cui il Resonar del Bucio era legato, come spaccati di vita guanche (nel 2009), il lavoro nelle piantagioni di banane (nel 2010), la chiamata per la raccolta degli aghi di pino (2011), i pescatori (nel 2012), la scoperta della gravidanza di una compaesana (nel 2013), l’avviso del livello del mare (nel 2014), la confidenza ad un compaesano che la moglie lo ha tradito (nel 2015), comunicazioni circa la popolazione delle api tra apicoltori (nel 2016).

Per il 2017, presentato ufficialmente il 21 di dicembre, il Resonar del Bucio sarà per richiamare la famiglia a tavola.

(grazie di cuore a Ricardo González che ci ha inviato l’informazione)