di Optimus Abogados

Nei mesi precedenti è stato ampiamente trattato il tema della trasformazione subita negli ultimi tempi dalle banche e dalle casse di risparmio e come questo abbia portato alla collocazione di nuovi prodotti finanziari cosiddetti “tossici”, utilizzati dagli istituti finanziari per ottenere nella maggior parte dei casi dei benefici dai propri clienti in forma assolutamente abusiva.

Tra i diversi prodotti tossici bancari, trovano particolare rilievo le cosiddette clausole del suolo, attraverso le quali i vari istituti bancari si garantiscono un minimo di introiti da quelli che sono gli interessi derivanti dai mutui ipotecari, somme, è bene precisare, non soggette alle variazioni che si possono diversamente verificare nell’Euribor.

I Giudici e i Tribunali spagnoli già avevano dichiarato nulle le clausole del suolo ma gli effetti di questa sentenza per effetto della decisione del Tribunale Supremo, si limitarono al 9 di maggio del 2013, vale a dire la Banca sarebbe stata obbligata a devolvere il surplus derivante dagli interessi ipotecari a partire dal maggio 2013, anche nel caso in cui la data riportata sul contratto di mutuo ipotecario fosse stata antecedente.

La dichiarazione di nullità della clausola del suolo è divenuta così per molti consumatori una vera e propria beffa, nella quale pur vedendo riconosciuta la legittimità del rimborso, ne subivano la mancata attuazione per un banale vincolo di data.

Tuttavia, il Tribunale di Giustizia della Unione Europea (il TJUE) è tornato a infliggere un nuovo contraccolpo agli istituti bancari con la Sentencia de la Gran Sala del recente 21 dicembre 2016, nella quale il limite della retroattività per la restituzione degli interessi derivanti da mutui ipotecari è stato definito come autentica violazione del diritto comunitario dell’Unione Europea.


Questa recente sentenza in buona sostanza concorre a dar ragione agli avvocati che, come quelli di Optimus Abogados, hanno da sempre difeso e ottenuto nei tribunali che gli effetti dell’annullamento dovessero essere applicati dall’inizio di ogni contratto anziché da maggio 2013, stante il fatto che la nullità di una clausola non può essere limitata ad una specifica data.

In questo modo la Sentenza della Corte di Giustizia Europea contribuisce a sottolineare che la giurisprudenza nazionale del Tribunale Supremo spagnolo non solo si dimostra contraria al diritto comunitario, ma soprattutto che non ha il diritto di limitare le operazioni di restituzione degli importi in surplus, vincolandosi alla nullità abusiva di una clausola di eguale caratteristica.

Le clausole abusive in poche parole non possono essere annullate con il vincolo di una data, in questo caso maggio 2013, e tutti i consumatori che hanno indebitamente pagato importi prima di maggio 2013 devono essere risarciti; il Giudice nazionale deve puramente e semplicemente rinunciare alla clausola dichiarata abusiva, senza alcun vincolo accessorio.

A partire quindi da ora si consolida la possibilità che i consumatori possano citare in giudizio le banche per importi pagati in eccesso per effetto dell’esistenza della cosiddetta clausola del suolo.