di Anita Caiselli

Ricca di storia e tradizione, ogni località dell’arcipelago canario non cessa di svelare curiosità e figure appartenenti ad un vasto patrimonio culturale, come quelle delle “gangocheras” di Puerto de la Cruz.

Molto popolari nella metà del XIX secolo, le gangocheras è il nome con cui ci si riferiva alle storiche venditrici ambulanti che alla mattina presto, cariche di ceste colme di pesci ancora vivi, lasciavano il noto quartiere La Ranilla per recarsi fino alla Orotava e alla Valle, dove offrivano i loro prodotti o effettuavano scambi di merci con chi offriva invece i prodotti della terra, vale a dire patate e verdure.

Le gangocheras erano delle figure molto caratteristiche; generalmente mogli o figlie dei pescatori, erano solite percorrere le strade a piedi nudi, abituate com’erano a camminare scalze nell’area del porto, ma indossavano le scarpe appena prima del loro ingresso nelle cittadine, quasi come se fossero un ornamento anziché una necessità.

La loro presenza riempiva l’aria fin alle prime luci del giorno, quando annunciavano il loro arrivo e il carico di pesci che portavano nei panieri a gran voce.

Oltre alle gangocheras, tipiche di Puerto de la Cruz ma anche di Santa Cruz de Tenerife, si potevano incontrare anche le Canastilleras, provenienti esclusivamente da Santa Cruz con panieri di stoffe che vendevano oppure scambiavano in cambio di vino, cocciniglia e oricello, due coloranti naturali che potevano utilizzare per la realizzazione di nuove stoffe.


Come le gangocheras, anche le canastilleras avevano l’usanza di indossare le scarpe solo all’ingresso dei villaggi, camminando per il resto del loro percorso a piedi nudi.

Caratteristica molto particolare delle gangocheras, era l’abbigliamento, generalmente dai toni azzurri e blu che ricordavano le diverse profondità del mare e per i cappelli con la tesa, per proteggere il volto dal sole cocente.

I cesti venivano portati sulla testa, senza l’aiuto delle mani e talvolta utilizzando, oltre al cappello, una stoffa o rami di piante come protezione.

Il loro peregrinare era quotidiano poiché dagli scambi effettuati di merce spesso di prima necessità, dipendeva la sopravvivenza della famiglia.