L’incredibile storia di Casa Amarilla, Puerto de la Cruz

di Beatrice Vitti

La sua storia comincia nel 1913 e le vicende che l’attraversano hanno fatto di quel luogo un autentico fulcro vitale ed emblematico per la scienza: è Casa Amarilla, a Puerto de la Cruz.

Nella casa, che ha oltre un secolo di vita, si sono intrecciate le menti di psicologi, etologi e studiosi di primati rendendo Casa Amarilla un punto di riferimento scientifico per lo sviluppo successivo di molte teorie e ricerche.

Conosciuta anche come “huerto de los machangos” (il frutteto delle scimmie), fu qui che nel 1913 un gruppo di studiosi tedeschi fondò un centro dove allevare e studiare scimpanzé e orangutan, chiamato Centro de Antropoide de Tenerife.

Fu a tutti gli effetti il primo laboratorio che investigò il comportamento dei primati e il loro legame con gli uomini, realizzato da forti sostenitori delle teorie di Darwin sull’evoluzione appartenenti alla Academia Prussiana de Ciencias de Berlin.


Perché proprio a Tenerife?

L’isola riuniva, per gli studiosi, le migliori condizioni possibili per le loro ricerche: clima favorevole per le scimmie e poca distanza dai luoghi di origine degli scienziati.

Il primo direttore del centro fu Eugen Teuber, che affittò Casa Amarilla e il giardino di pertinenza dove portò un gruppo di 7 scimpanzé con cui cominciare gli esperimenti.

Il lavoro eseguito fu di grande ispirazione per la nota Jane Goodall, l’etologa e antropologa inglese che ha dedicato la propria vita allo studio della vita sociale degli scimpanzé.

L’inizio della prima guerra mondiale nel 1914 ebbe un forte impatto sul centro di Puerto de la Cruz e Wolfgang Khöler, autore di studi divenuti punto di riferimento per la scienza dei primati, si trovò a presidiare Casa Amarilla durante tutta la durata del conflitto.

Accusato dai britannici residenti sull’isola di spionaggio, Khöler fu costretto a rientrare in Germania nel maggio del 1920, lasciando gli scimpanzé a Manuel Gonzalez, incaricato di prendersene cura in sua assenza.

Seguendo le istruzioni di Khöler, Gonzalez inviò poi i primati a Berlino, dove morirono in breve tempo.

Molto più tardi, nel 2008, a causa di negligenza da parte di coloro che avevano il compito di custodire il centro, un grave incendio devastò Casa Amarilla, nel silenzio più totale dei Beni Culturali che ne ignorarono la decadenza per tutto quel tempo.

Oggi, a guardia di quello che è stato un tempo un’autentica fucina di teorie sui primati, rimane il cane dei guardiani, in un luogo desolato e abbandonato, non protetto come dovrebbe in qualità di patrimonio storico.

Ma esiste un progetto, ambizioso e meritevole, da parte di un consorzio di amministrazioni, tra cui quello dell’urbanistica, che intende ricostruire Casa Amarilla per trasformarla in un museo.