dalla Redazione

Luca D’Auria, classe 1975, napoletano DOC, già ricercatore e responsabile del Centro di Monitoraggio INGV di Napoli (Osservatorio Vesuviano) è approdato in Tenerife da poco più di un mese, con un incarico prestigioso ed ambizioso per il mondo scientifico, come responsabile del ITER a Tenerife. Noi, fieri di avere un connazionale d’eccellenza, siamo andati ad incontrarlo e gli abbiamo fatto alcune domande.

1) Dal Vesuvio al Teide, la motivazione di questo cambio di studi e ricerche? Cosa ti ha spinto a venire a Tenerife? E come sei  arrivato ad avere un ruolo importante nell’ITER (Instituto Tecnologico y de Energias Renovables?)

L’ITER è un centro di eccellenza non solo per Tenerife, ma per tutta la Spagna, per la ricerca scientifica e tecnologica nei campi delle energie rinnovabili e dell’ambiente. E’ anche il principale membro del consorzio scientifico collaborativo che costituisce l’Instituto Volcanologico de Canarias INVOLCAN (www.involcan.org) a cui afferiscono anche diverse università ed istituzioni spagnole ed internazionali. INVOLCAN è stato istituito per volontà del Senato e del Parlamento delle Canarie ed ha quindi un forte legame con questo territorio.

Prima di iniziare a lavorare a Tenerife ero il responsabile del centro di monitoraggio dell’Osservatorio Vesuviano, una sezione dell’INGV che ha la responsabilità per la sorveglianza dei vulcani napoletani: Vesuvio, Campi Flegrei ed Ischia.

Quando a febbraio ho visto che era disponibile una posizione simile a Tenerife ho pensato che fosse una opportunità scientifica e personale unica ed ho partecipato alla selezione.


Il mio sogno è di contribuire a fare di INVOLCAN un centro di eccellenza internazionale nel campo del monitoraggio dei vulcani attivi. Le premesse ci sono tutte e da parte mia sicuramente non manca l’entusiasmo. Poi potremmo discutere dello stato e del futuro della ricerca scientifica in Italia, ma sarebbe un discorso troppo lungo e penoso.

2) C’è una frase scritta sul Diario de Avisos dove affermi che :”el Teide nos hablas y no sabemos que nos esta diciendo” potresti raccontare la tua esperienza con il Teide?

Al Vesuvio e ai Campi Flegrei ho imparato che bisogna ascoltare i più piccoli sussulti dei vulcani che spesso sono l’unico segno di vita dei vulcani dormienti.

Il 2 ottobre del 2016, già prima che mettessi piede a Tenerife, c’è stato un piccolo sciame sismico in prossimità del Teide. Si è trattato di eventi sismici di tipo particolare, tipici delle aree vulcaniche e geotermiche. E’ stato un fenomeno molto interessante dal punto di vista scientifico, anche se per alcuni tabloid inglesi è stata l’occasione per fare bassa speculazione allarmistica.

Sono sicuro che oltre agli sporadici piccoli terremoti che si registrano ogni tanto, Tenerife ha “altro da dire”. Anche il solo rumore sismico prodotto dal mare ci consente di studiare quello che accade all’interno del vulcano. I primi interessanti risultati stanno già arrivando, ma ancora non voglio anticipare niente, magari avremo occasione di parlarne più in là.

3) Hai un lavoro di estrema responsabilità, il vulcanologo, è vero che in passato, ci sono state eruzioni, frane che hanno provocato alte onde, ossia piccoli tsunami. E’ possibile che questo possa riaccadere?

Quasi tutte le isole vulcaniche, nel corso della loro evoluzione geologica “perdono dei pezzi” a causa di gigantesche frane lungo i loro fianchi. Negli ultimi milioni di anni a Tenerife è accaduto diverse volte. Ad esempio la bellissima valle de La Orotava si è originata da una frana avvenuta più di 500mila anni fa. Questi eventi possono produrre tsunami colossali, con altezze delle onde anche di centinaia di metri.

Sicuramente avverrà di nuovo in futuro, ma fortunatamente si tratta di eventi molto rari, che avvengono poche volte ogni milione di anni. Ci sono rischi più concreti di cui preoccuparsi.

4) Si narra che anticamente la “capitale” di Tenerife era Garachico e si chiamava Garagrande e che dopo l’ultima eruzione del Teide 1909 la città venne “mangiata” dalla colata lavica e per questo nacque il nome Garachico…

Non credo sia vero, per quanto ne so Garachico è un toponimo di origine guanche.

Sicuramente non fu interessata dall’eruzione del 1909 (l’ultima a Tenerife) che avvenne nella zona del Chinyero, vicino Santiago del Teide. Garachico fu invasa dalla lava durante un’eruzione nel 1706. Le sue meravigliose piscine naturali non esisterebbero senza questa eruzione.

Recentemente, colleghi di INVOLCAN, hanno proposto un nuovo itinerario geoturistico per la città. Non dimentichiamo, infatti, che i vulcani sono anche una preziosa fonte di risorse naturali e turistiche.

5) Possiamo considerare Tenerife, in base alla situazione dei fenomeni sismici, un posto sicuro per vivere?

Tenerife è un’isola vulcanica attiva, con i benefici e i rischi che comporta. Negli ultimi decenni il rischio vulcanico e sismico dell’isola è aumentato, non perché sia cambiata la pericolosità del vulcano, ma a causa del costante incremento della popolazione.

Tuttavia bisogna considerare che il rischio vulcanico e sismico qui sono più bassi che in molti altri posti del mondo, Italia compresa. Tenerife, inoltre, è dotata di diversi sistemi di monitoraggio che tengono costantemente sotto controllo l’attività sismica e vulcanica.

Insomma, possiamo certamente dire che è un posto sicuro. E’ importante comunque essere informati e consapevoli dei rischi. Sembra strano, ma molti abitanti di Tenerife conoscono molto poco della natura vulcanica dell’isola, ma non mi stupisce pensando che lo stesso accade perfino a Napoli e dintorni.

INVOLCAN è molto attiva nella divulgazione al pubblico, attraverso numerose iniziative, come la recente Feria de la Ciencia o la Notte Europea dei Vulcani.

Ringraziamo il dott. Luca D’Auria per la pazienza e la disponibilità avuta, e chi avesse domande da fare sui vulcani potrà scrivere in redazione, lo disturberemo per avere risposte scientifiche.