di Carlo Zappata

Il tasso di povertà che colpisce la Spagna si aggira, secondo le stime, intorno al 22,1% ma nell’arcipelago canario questo dato riguarda il 28,5% della popolazione.

Nonostante un leggero calo rispetto agli anni passati pari allo 0,1%, l’indagine condotta da INE (Istituto Nazionale di Statistica della Spagna) sulle condizioni di vita mostra come il tasso di persone a rischio di povertà sia sempre a livelli record.

In particolare l’indagine evidenzia come il 47% delle famiglie monoparentali abbia un budget mensile a disposizione pari a 600 euro, mentre il 90% ha un reddito al di sotto dei 1.000 euro al mese.

Le famiglie monoparentali sono guidate nell’81% dei casi da donne che, nel 53% delle situazioni, risultano disoccupate e 7 su 10 hanno trascorso più di un anno senza occupazione.

Il profilo tracciato dalla società Adecco e relativo alla nuove figura che funge da capofamiglia, la donna, descrive una madre in genere tra i 36 e i 45 anni, divorziata, con un solo figlio al liceo e che divide l’alloggio con altre persone per riuscire a mantenere un budget dignitoso di sopravvivenza.


Il fenomeno delle famiglie monoparentali è in forte crescita in Spagna, dove solo nel 2015 è cresciuto dll’8,1% per un totale di 1.897.500 famiglie con un solo genitore.

E per quanto risulti elevato il tasso di povertà nell’arcipelago canario, è bene sottolineare che le isole occupano solo il 4° posto, precedute da Extremadura, con il 29% di popolazione in condizioni economicamente critiche, Murcia, con un 31,8% e Andalusia, che con un tasso del 35,7% risulta essere la regione con più famiglie povere rispetto a tutta la Spagna.

Dove invece la povertà rappresenta una piccola realtà, sono Navarra e Paesi Baschi, con rispettivamente tassi del 9,6% e del 10,9%, seguiti da Cataluña, con un 13,9% e Aragona con il 14,4%; quanto alla capitale, Madrid, il tasso rientra in quelli al di sotto del 20% con una percentuale pari al 15,1%.