Un anno a doppia cifra il 2016 di Tenerife! Questo trend continuerà nel 2017?

di Dott. Riccardo Barbuti

Dopo la parentesi teatrale degli articoli scritti riguardanti lo spettacolo ”Il giorno dopo il Diluvio” andato in scena il 10 dicembre scorso a Valle San Lorenzo con grande successo di pubblico nella comunità italiana di Tenerife, torno a scrivere sulle pagine di Leggo Tenerife parlando di temi economici e in particolare fornendo una fotografia rapida ma efficace del 2016 delle attività economiche trainanti dell’isola.

Per scrivere questo articolo, a pochissimi giorni dalla fine del 2016, ho cercato dati aggiornati, almeno sino al terzo trimestre 2016, ricavabili dal sito della Camera di Commercio di Tenerife (www.camaratenerife.com) e dal sito ISTAC (www.gobiernodecanarias.org/istac/), per poter fornire un quadro aggiornato sul boom turistico e economico di Tenerife, in atto ormai da diversi anni e che continua il suo circolo virtuoso con incrementi a doppia cifra anche in tanti altri settori economici oltre a quello prettamente turistico.

Nel sito ISTAC ho trovato dati interessantissimi sul PIL canario, paragonato a quello spagnolo e a quello dei principali Paesi UE. “Il prodotto interno lordo (PIL) generato dall’economia delle Canarie ha registrato una crescita del 4,0% nel terzo trimestre del 2016 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo record, misurato in termini di volume concatenato con riferimento all’anno 2010, è stato otto decimi superiore all’economia nazionale. Per quanto riguarda l’Unione europea (UE-28), il PIL è cresciuto dell’1,9% rispetto all’anno precedente. L’economia della Germania ha registrato un aumento dell’1,7% mentre il Regno Unito ha guadagnato il 2,3%.”

(inserire qui immagine allegata)


Immagino i commenti di molte persone, tutto questo è soprattutto frutto dei problemi delle destinazioni turistiche africane e del Medio Oriente, e magari una futura ripresa di destinazioni come l’Egitto o la Tunisia potrebbe far decrescere il PIL canario nei prossimi anni?

Per questo analizziamo approfonditamente tutti i dati e scopriamo che nel 2017 ci sarà un forte aumento del Presupuesto del Cabildo di Tenerife, “che per il 2017, ammonterà a 809 milioni di euro (figura un aumento pari al 24,85% rispetto all’anno precedente) e che cercherà di fornire risposte quantitative e qualitative attraverso politiche economiche impegnate per la massima efficienza nell’uso delle risorse pubbliche.”

Quindi ancora più investimenti pubblici nel 2017 sull’isola in: logistica, istruzione, marketing internazionale, investimenti tecnologici, tutela medioambientale; in un periodo che vede molti Stati attuare al contrario sempre più politiche di austerity e che potrà avere sempre più ricadute positive per i cittadini dell’isola e delle imprese locali. Questi capitali pubblici continuano a modernizzare l’isola (prossimi grandi progetti il completamento dell’anello autostradale insulare e il decollo dell’area portuale di Granadilla) e fanno da traino a capitali stranieri privati, dei quali però si è visto rallentare l’afflusso in questi ultimi mesi, pur rimanendo su livelli elevatissimi.

Sicuramente i dati degli arrivi turistici stanno aiutando tantissimo il circolo virtuoso di Tenerife: “L’entrata dei turisti a Tenerife cresce ad un tasso annuo del 18,1% nel terzo trimestre dell’anno e 12,1% se si calcola da gennaio a settembre 2016. L’occupazione nel settore alberghiero non ha smesso di crescere da 6 anni fa. Settembre si conclude con 54.809 lavoratori segnalati, 4.288 in più rispetto ad un anno prima. E come turisti, ha visitato l’isola un 20,2% di turisti stranieri in più rispetto all’anno precedente.” Le persone si lamentano dei lunghi turni di lavoro, dei salari bloccati intorno ai 1.000 euro, ma gli oltre 4.000 posti di lavoro nel settore alberghiero sono un dato importantissimo, specie perché molti tra i nuovi occupati sono stranieri.

Scorrendo però i dati del Boletín de Coyuntura Económica del tercer trimestre de 2016, elaborato dal Cabildo e dalla Camera di Commercio, si evince anche la grande ripresa del settore delle costruzioni, spinto proprio dalle numerose ristrutturazioni alberghiere, la più importante quella del Hard Rock Hotel di Playa Paraiso e dalle tantissime case passate di mano in questi mesi e da nuovi progetti alberghieri in terminazione specie nella zona della Caleta.

“Le nuove aziende dell’edilizia registrano alla Seguridad Social il decimo trimestre consecutivo di crescita. E sul lato del mercato del lavoro, i risultati hanno mantenuto il trend positivo segnando un nuovo aumento trimestrale del 9,1%, superiore rispetto al trimestre precedente, con un totale di 485 nuovi posti di lavoro rispetto a quelli esistenti alla fine di giugno.”

Sempre più imprese, costruttori e lavoratori edili italiani stanno migrando sull’isola, facendo valere la propria competenza e professionalità in questo settore, molto apprezzata per ristrutturare o finire sia i piccoli che i grandi progetti che stanno cambiando il volto dell’isola, al Sud come al Nord.

“Il settore dei servizi continua a trainare l’attività economica di Tenerife con un totale di 22.219 aziende registrate e 284.518 lavori segnalati. Così, non c’è dubbio che questo settore sia il grande supporto dell’economia dell’isola.”

Anche il commercio può snocciolare numeri importanti: “Il settore commerciale registra una buona stagione estiva che permette di mantenere buone aspettative per la campagna di Natale. Questi risultati sono tradotti in un volume maggiore di aziende e in un maggior numero di posizioni di lavoro, come è apprezzato nel comportamento dell’occupazione registrato che ha subito un aumento di 1.242 occupati tra luglio e settembre 2016.” In aumento anche i Centri commerciali nel Sud dell’isola, dopo il Siam Mall aperto l’anno scorso, quest’anno sono state aperte importanti strutture commerciali ad Adeje, come nuovi e scintillanti supermercati nella zona di Las Chafiras, dove trovare una “nave” (capannone industriale) libera è sempre più complicato.

E’ sempre però bene ricordare “le difficoltà” del mercato tinerfeño, le 140 nazionalità turistiche presenti, la babele linguistica conseguente, l’importanza della posizione del punto vendita, una buona pianificazione e conoscenza del mercato locale, sono sempre handicap da vincere per chi trasferisce un’attività commerciale a Tenerife, senza magari neanche parlare lo spagnolo.

Le Canarie e Tenerife sono infatti un mercato vitalissimo, dove c’è molta concorrenza, e magari pensare che la sola cucina italiana e il made in Italy possano trionfare rapidamente hanno tratto in inganno tantissimi imprenditori italiani che si sono trasferiti negli anni scorsi, poco capitalizzati, poco preparati e che non hanno “avuto il tempo” di beneficiare di questo 2016 a doppia cifra!

Concludo poi toccando un tema molto caro agli italiani da sempre, come quello dell’investimento immobiliare a Tenerife,  che ha vissuto un 2016 da favola, con compravendite in crescita di almeno un 20% quest’anno, con conseguente crescita dei costi degli affitti turistici, sia corta che larga temporada  per la fortissima domanda in atto.

Anche in questo settore si può ancora ottenere attualmente un tasso di rendimento a doppia cifra, solo che dopo la forte domanda che ha fatto salire i prezzi in questi ultimi 3 anni  si devono ora rendere  più selettive le strategie di acquisto, sia nelle zone turistiche, sia nelle zone residenziali limitrofe; dove i tantissimi “nuovi immigrati” hanno necessità di trovare un alloggio non troppo lontano dagli hotel o dalle attività di ristorazione, commerciali e di servizi dove lavorano.

Dott. Riccardo Barbuti

Alternativa Tenerife

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