di Anita Caiselli

Il basilico (Ocimum basilicum) è una pianta erbacea annuale originaria dell’India (eh sì proprio dell’India) e appartenente alla famiglia delle Lamiaceae.
Esiste un’antica leggenda che narra di come sia stata la madre dell’imperatore Costantino, che trovando questa bella e profumata piantina spontanea nel punto del monte Calvario, dove fu crocifisso Gesù, la considerò sacra e la riportò a casa con sé dando il via alla sua diffusione.
Il nome latino basilicum (a sua volta originato dal greco βασιλικών, Basilikon) significa “erba regale” a testimonianza della grande importanza che questa pianta riveste sin dall’antichità.
La pianta presenta fusti eretti, foglie ovali-lanceolate di colore verde scuro e rilucenti, dotate di stelo quadrangolare. Può raggiungere un’altezza massima di 50-60 cm. Nella fase della fioritura, da maggio a settembre, questa formidabile pianta produce dei fiori bianchi, o rosa, che andrebbero recisi man mano che compaiono, al fine di migliorare sia le dimensioni che la fragranza delle foglie.

Il basilico è noto per l’intenso profumo delle sue foglie e l’uso che se ne fa nella cucina, specialmente asiatica e mediterranea. Del basilico si possono utilizzare sia le foglie che i fiori. Le foglie più profumate sono quelle che vengono raccolte prima della fioritura, quando il contenuto delle essenze oleose, da cui deriva il caratteristico aroma, è maggiore.
Esistono più di 50 varietà diverse di basilico, ma in Italia il migliore è certamente quello ligure, utilizzato soprattutto per la preparazione del famoso pesto genovese. Tra l’altro qui il basilico “rosso” cresce molto bene. Sono inoltre da segnalare altre varietà di questa profumata pianta molto pregiate come quella napoletano, il mammouth e quella greco, decisamente meno conosciute.