(di Bianca Leonardi)

Come ogni tradizione popolare che si rispetti, anche quella canaria è pregna di luoghi e avvenimenti misteriosi che fanno parte del patrimonio culturale dell’arcipelago.

Magia e mistero, religione e antiche credenze, luoghi protagonisti di fatti tragici, si mescolano dando vita a leggende talmente radicate da essere ritenute fatti realmente accaduti.

Difficile fare una mappa dei luoghi più misteriosi, quelli dove l’energia dei fatti accaduti ancora aleggia indisturbata a dispetto del tempo trascorso.

I “bailaderos”, per esempio, erano i luoghi delle danze cerimoniali, dei riti pagani, dei sacrifici animali e delle pratiche misteriose delle streghe.

Questi luoghi, generalmente a cielo aperto, erano una caratteristica comune a tutte le isole.


Il bailadero Anaga a Tenerife è uno di quelli, situato in uno dei punti più alti del Parque Rural e per parecchio tempo luogo di ritrovo per la popolazione.

A La Gomera il bailadero per eccellenza, el Llano de Las Brujas, era situato all’interno del Parque Nacional de Garanjonay, mentre quello più famoso di La Palma era situato a Garafía.

E l’energia di questi luoghi si mescola a quello delle anime che ancora vagano inquiete nell’arcipelago; storie drammatiche, destini miserabili che la tradizione vuole abbiano imprigionato gli spiriti di chi ne è stato protagonista.

E così case e luoghi infestati dai fantasmi ricorrono nelle isole con il loro carico di leggenda che ancora oggi affascina coloro che si trovano a visitarli.

Nel 1628 gli abitanti di una casa a Tacande, a La Palma, furono tormentati dall’anima errante di Ana Gonzalez, una parente morta di parto.

I dialoghi riportati dal sacerdote inviato dall’Inquisizione con la defunta rappresentano un documento importantissimo che ha reso il caso uno dei primi fenomeni paranormali documentati in Spagna.

In seguito alla distruzione dell’abitazione a causa di un devastante incendio, interruppe le comunicazioni con la morta.

Il fantasma di Catalina Lercaro, suicida il giorno delle nozze per non aver accettato il matrimonio di convenienza imposto dalla famiglia, aleggia ancora oggi nelle stanze della prestigiosa dimora che abitò e che ora ospita il Museo de Historia de Tenerife.

L’Arbol de Casandra a Gran Canaria invece è un luogo sinistro dove vaga l’anima di una strega arsa viva, per alcuni, e di una donna che uccise il proprio figlio, secondo altri.

Leggende che si intersecano, si confondono, si moltiplicano e creano altri curiosi fenomeni inspiegabili, come quello delle luci.

In numerose zone dell’arcipelago, sono state segnalate strane luci che appaiono e scompaiono misteriosamente.

Tra Betancuria e Antigua, a Fuerteventura, la famosa Luz Mafasca apparirebbe a coloro che attraversano la pianura; la luce incarnerebbe l’anima di due viandanti che commisero il sacrilego atto di cuocere un capretto utilizzando il legno di una croce.

A Tenerife veri e propri “esseri di luce” si manifestano tra i crepacci del Barranco de Badajoz, a Güímar; la leggenda vuole che una bambina scomparve in questo luogo per riapparire dopo 20 anni come se il tempo non fosse mai passato. Interrogata, la bambina ammise di aver trascorso solo un paio d’ore in compagnia degli esseri di luce.

Eventi inquietanti, da raccontarsi alla sera guardando il sole che scende, con la coda dell’occhio sul buio che avanza alle spalle.