Aggressioni in strada, come difendersi

di Franco Leonardi

Una volta le aggressioni in strada erano peculiarità di città violente, caotiche, dove le mescolanze etniche e il livello di povertà determinavano l’urgenza di racimolare denaro ai danni di malcapitati passanti.

Ma oggi, dove possiamo dire con assoluta certezza di sentirci perfettamente al sicuro?

Sono sufficienti angoli bui, incontri sbagliati e una imprevedibile casualità del destino per farci diventare possibili vittime di un’aggressione a scopo di rapina o peggio.

Secondo alcune teorie a lungo oggetto di studi, in realtà esistono dei modi per prevenire un attacco in strada, o per lo meno per renderci più invisibili ai potenziali malintenzionati e questi modi sono strettamente legati al linguaggio del corpo.


Il corpo e il modo in cui si muove nello spazio sono grandi comunicatori: un gesto, una postura, un atteggiamento dicono spesso più di mille parole e soprattutto non hanno bisogno di traduzione.

La scienza kinésica studia il linguaggio universale del corpo, sfruttando il quale è possibile stabilire una serie di posture e atteggiamenti in grado di preservarci da possibili tentativi di aggressioni.

Come si cammina per una strada, sia essa in una città ad alto rischio criminalità oppure no?

Il miglior modo per trasmettere sicurezza e prontezza di riflessi, condizioni che tendono a scoraggiare un eventuale malvivente, è quello di camminare con una postura eretta, vigile e un’espressione rilassata ma attenta a quello che succede intorno.

Mani in tasca, spalle abbassate ed espressione distratta sono considerati invece un buon biglietto da visita per chi intende approfittare della situazione ed intentare un’aggressione a scopo rapina prima di fuggire.

Del resto, immaginatevi dall’altra parte: tra un uomo che cammina trascinandosi e ciondolando e uno che passeggia in allerta e a schiena dritta, chi tentereste di rapinare?

L’attenzione è un’arma che si rivela sempre vincente, un aggressore non sceglierebbe mai una persona con l’occhio vigile su quanto sta accadendo nello spazio che lo circonda, molto più semplice prendere di mira il distratto, quello che cammina guardandosi la punta delle scarpe o per aria, come se ciò che lo circonda non lo toccasse affatto o ancora peggio colui che fissa il cellulare mentre passeggia.

Avere almeno una mano libera, possibilmente la destra se non si è mancini, significa essere sempre pronti ad una eventuale reazione, che sia di difesa o di risposta ad un attacco, così come stabilizzarsi sulle gambe, mantenendole leggermente flesse e divaricate, preserva da spinte violente che possono far perdere l’equilibrio.

La prossemica, lo spazio che concediamo dentro il quale noi ci sentiamo sicuri, è un altro aspetto da non sottovalutare. Persone sconosciute che ci avvicinano troppo con atteggiamenti invasivi sono alla base dei furti con destrezza dove i malcapitati nemmeno si accorgono delle mani che si infilano in tasche o borse per sottrarre portafogli o beni preziosi.

La prevenzione infine ci può salvare da molte brutte esperienze, come evitare di passeggiare da soli in zone malfamate o buie, camminando radenti a portoni o indossando cuffiette che ci isolano da rumori che potrebbero metterci in allarme.

Conservare sempre le chiavi di casa a portata di mano, così come quelle dell’auto quando ci accingiamo a recuperare la vettura all’interno di parcheggi incustoditi e isolati; denaro e passaporto devono essere portati addosso e non lasciati in borse che potrebbero essere rubate in una frazione di secondo.

E se si incontra qualcuno che ci risulta minaccioso proprio sul nostro cammino?

Il consiglio è di cambiare lato del marciapiede senza vergognarsi o destare sospetto.

Per tutto il resto, meglio mollare la borsa e scappare anziché buttarsi in un corpo a corpo con uno sconosciuto del quale ignoriamo eventuali armi atte a offendere.