IL CANONE RAI PER GLI ISCRITTI ALL’AIRE: LA RICHIESTA DI ESONERO? UN BEL PROBLEMA! – DI DINO NARDI

Il nuovo sistema di pagamento del Canone RAI ha complicato indubbiamente la vita degli italiani all’estero che, non possedendo alcun apparecchio televisivo nella loro abitazione in Italia, per non pagare il Canone, devono chiederne l’esonero con una autocertificazione attestante il non possesso di una TV da spedire all’Agenzia delle Entrate a Torino per lettera raccomandata oppure per via telematica.
Il primo problema che si evidenzia è il notevole costo della raccomandata dall’estero per la richiesta di esonero dal pagamento (peraltro spesso inefficace con conseguente richiesta di rimborso, sempre per raccomandata!) nonché la sua ripetizione annuale.
In secondo luogo per la pratica impossibilità che è stata riscontrata, per quanti vivono all’estero, di procurarsi il pin e la password con l’Agenzia delle Entrate per poter trasmettere per via telematica l’autocertificazione di non possesso di un apparecchio televisivo.
La Direzione Centrale (Gestione tributi) dell’Agenzia delle Entrate del Ministero delle Finanze ha ulteriormente chiarito che le utenze (tipo quella elettrica) di una abitazione in Italia di un iscritto all’AIRE devono essere innanzitutto da “non residente” e quindi senza alcuna agevolazione tariffaria come invece avviene per le utenze da “residente”. A questo sempre la stessa Agenzia delle Entrate, nella sua recente comunicazione alla UIM, scrive che “(..) la titolarità di un’utenza elettrica di tipo non residenziale non fa venir meno l’obbligo di pagamento del Canone TV, che permane per i cittadini che, pur residenti all’estero, sono detentori di un apparecchio televisivo in abitazioni a loro disposizione in Italia.”.
Per superare queste problematiche che complicano certamente la vita a tanti emigrati italiani, in particolare di prima generazione e quindi anziani, che continuano a possedere un’abitazione in Italia – sarebbe auspicabile che, anche per il canone RAI, da parte del parlamento italiano, magari su iniziativa degli eletti nella Circoscrizione Estero, venisse individuata per i pensionati iscritti all’AIRE una soluzione legislativa analoga quella che, nel 2014, consentì per loro l’esenzione dell’IMU e della TASI. Ma non solo, sarebbe anche opportuno che per le utenze delle abitazioni in Italia degli iscritti AIRE non venissero applicate le tariffe più elevate ovvero quelle per le seconde case di vacanza. Come diceva il poeta, ai posteri l’ardua sentenza! (dino nardi*\aise)