Il Teide e le Piramidi

di Loris Scroffernecher

Questo mese l’arca del mistero naviga nelle acque burrascose di una teoria nata recentemente e che nonostante possa sembrare strana e inverosimile ha delle basi piuttosto solide. Secondo questa ed altre teorie più attempate ci sono molti punti di contatto tra l’arcipelago canario ed il popolo Egizio.

Per non dilungarsi troppo in questo articolo andremo ad accennare solo alcuni punti principali e molto attrattivi lasciando ai lettori approfondire questo argomento grazie al libro “La piramide olvidada” appena uscito nelle librerie.

Intorno al 2500 a.C. il Nord Africa fu colpito da una grande siccità ed i popoli libico berberi che vivevano nelle zone hanno dovuto emigrare nelle aree della catena montuosa dell’Atlante e lungo gli argini del Nilo.

Secondo molti archeologi è da queste parti che hanno iniziato la costruzione delle piramidi. Queste enormi montagne artificiali vennero ricoperte con pietra basaltica bianca e per questo venivano chiamate i fari del deserto durante i secoli successivi. Le popolazioni Berbere sono considerate anche tra le prime a raggiungere le isole di Fuerteventura e Lanzarote, collocando il loro arrivo vari decenni prima delle migrazioni. Sul monte di Tindaia vi sono chiari segni del loro passaggio per le isole, lasciando geroglifici sulla cima del monte. Da questo monte, se si guarda verso ovest si può vedere come dal mare sorge un’enorme piramide naturale in lontananza, il nostro caro Teide. Retrocedendo nel tempo intorno al 3000 – 2500 a.C. il clima era molto più fresco dell’attuale, e questo avrebbe comportato che il Teide fosse rimasto innevato per molto più tempo, sbiancando il vulcano e rendendolo uno specchio per i raggi del sole.

Secondo la mitologia Egizia il mondo originariamente era ricoperto completamente da un oceano chiamato Nun fino a quando sorge dalle acque una grande piramide di pietra chiamata Benben, termine che potrebbe essere tradotto come “il risplendente”. Questa visione della nascita degli dei e della terra è così potente da essere riprodotta sulla cima delle piramidi con un’unica pietra calcarea e la punta degli obelischi. Per questo si potrebbe pensare che le piramidi egizie in realtà rappresentino il Teide ergendosi sulle acque come una grande piramide dietro al quale muore il sole ogni giorno andando nel mondo dei morti.


Anche la mitologia ed adorazione del Sole con tutta la cosmologia degli dei hanno molte correlazioni con il pantheon degli dei Guance capeggiati da Magek (Dio Sole).

C’è da sottolineare un’altra caratteristica spesso sottovalutata ma per questo non meno peculiare: di tutti i popoli presenti in Europa, Africa ed Asia, solo due sono stati quelli che hanno praticato la mummificazione rituale dei propri re ed aristocratici, Egizi e Guance.

Il professore Gustav Zeuner originario della Germania ma nazionalizzato inglese negli anni ’30 ha studiato con profondità le caratteristiche delle pitture rupestri Guance della zona di Gran Canaria e Lanzarote con alcuni sigilli della cultura Egizia dell’epoca predinastica. Sempre lo stesso storico ha anche collegato la fauna presente nelle isole con il Nord Africa.

La capra autoctona delle isole Canarie chiamata Mambel, di cui si conservano alcuni esemplari nei musei capitolini, è stata oggetto di studio alla ricerca delle origini di questo animale. Il risultato di queste analisi dimostra che l’animale discende da una specie di capra presente solamente nella valle del Nilo e risalente a 4.000 – 3500 a.C.

Come detto in varie occasioni durante questo articolo si tratta di una teoria, non provata e confermata dagli archeologi. Nonostante tutto viste le basi logiche e sensate merita di essere tenuta in conto e studiata.