La destiladera, una fonte di acqua pulita

 di Virginia Barreto

Il problema di approvvigionamento di acqua potabile nell’arcipelago è un tema ormai a lungo dibattuto e che ha rappresentato un vero e proprio problema negli anni passati, quando prima degli anni ’70 non esistevano i condotti pubblici di rete idrica.

In particolare nel passato la popolazione canaria ha sopperito al fabbisogno idrico con cisterne, pozzi e ingegnosi serbatoi di acqua piovana che rimangono ancora oggi a testimonianza di un patrimonio idraulico importante.

Il pezzo più emblematico che fa parte di una vera e propria cultura dell’acqua è la destiladera, un oggetto molto comune nelle case dei canari fino a qualche anno fa e ancora presente come componente dell’arredamento di casa.

Interamente costruito in legno per quanto riguarda la struttura esterna, molto simile ad un armadio, la destiladera ospitava al suo interno una pietra naturale vulcanica porosa, scolpita a forma di scodella e utilizzata come filtro naturale per l’acqua piovana convogliata con un sistema di grondaie.

L’acqua veniva raccolta in un capiente contenitore, con un’apertura in vetro ampia a sufficienza per potervi introdurre un recipiente per prelevarla.


Generalmente nelle vecchie destiladeras il contenitore per la raccolta dell’acqua era in alluminio, un metallo che non si ossida e mantiene la temperatura fresca; a proteggere il recipiente dalla polvere veniva posto un piatto di ceramica con un foro che consentisse all’acqua di entrare, scivolando sulle pareti di vetro.

Dato il particolare clima che si otteneva all’interno della destiladera, non era raro lo sviluppo di vegetazione sulla pietra lavica, come il capelvenere (Adiantum capillus veneris), appartenente alla famiglia delle felci.

La presenza del capelvenere sulla pietra era sinonimo di acqua fresca e pulita, condizioni essenziali per la pianta di crescere rigogliosa.

Utilizzato a Tenerife e a Lanzarote, la destiladera veniva costruita utilizzando pietre provenienti da Fuerteventura, le migliori in assoluto per questo tipo di uso.