Cosa ci fa un iceberg alle Canarie?

di Franco Leonardi

Un iceberg alle Canarie? Non si tratta di una bufala, la precisazione è d’obbligo, così come d’obbligo è il punto interrogativo.

Georges Mougin è un personaggio che merita una breve presentazione.

Nato a Saint Malo in Francia, Mougin è uno scienziato che nel lontano 1975 fondò, insieme al principe saudita Mohammed al-Faisal, la ITI Company, Iceberg Transport International, con l’obiettivo, molto ambizioso, di implementare un sistema di trasporto di iceberg direttamente dall’Antartico per fornire di acqua fresca paesi dove la risorsa idrica è carente.

Solo nel 1981 abbandonò il progetto, a causa di insormontabili ostacoli, e dal 2003 ai giorni nostri si è dedicato alla creazione di servizi di previsioni oceaniche e di studi sulla disponibilità di risorse marittime per la trivellazione petrolifera.

Il sogno di poter trasportare un iceberg non lo abbandonò mai e recentemente ha riattivato il progetto proprio nell’Arcipelago Canario, dove reputa di fondamentale importanza la presenza di acqua fresca per risolvere i problemi idrici delle isole.


Grazie alla tecnologia delle simulazioni in 3D, Mougin ha ricostruito un percorso ideale che gli permetterebbe di prelevare un iceberg di circa 7 milioni di tonnellate da Terranova e di trasportarlo senza incidenti fino all’arcipelago.

L’isola di Terranova è un luogo ideale per un’operazione di questo tipo, grazie alle correnti oceaniche che favorirebbero il traino dell’iceberg a costi ridotti.

Mougin sta progettando anche di raccogliere fondi per un’altra operazione simile dall’Antartide alla Australia.

Scopo di Mougin non è quello di impoverire il ghiaccio polare bensì di recuperare gli immensi blocchi di ghiaccio che si perdono nell’Atlantico; basti considerare che ogni anno nella sola Groenlandia si staccano  40.000 iceberg per un totale di 180.000 tonnellate di ghiaccio.

Mougin ha studiato l’impresa per alcuni anni e ha progettato la partenza da Terranova con l’enorme iceberg, destinazione Isole Canarie.

Un viaggio difficoltoso, che durerà approssimativamente 141 giorni e che vedrà il team dello scienziato impegnato ad evitare qualsiasi tipo di incidente lungo il tragitto.

Impresa folle o no, se dovesse funzionare l’Arcipelago Canario passerebbe per il primo paese in assoluto che reperisce acqua da un iceberg trasportato e darebbe modo di implementare ulteriori progetti analoghi per quei paesi, come l’Africa, che si trovano a corto di risorse idriche.

E per coloro che pensano che sia solo l’idea di un inguaribile sognatore, è bene precisare che esiste una lunga storia riguardo il trasporto di iceberg, cominciata nella prima metà dell’800.

Nel 1835 una nave rimorchio britannica rimase incagliata in un iceberg nell’Artico e riuscì a navigare insieme al blocco di ghiaccio per un lungo tratto, facilitato da venti favorevoli.

Il Cile nella metà del 1800 trasportava via mare piccoli iceberg che venivano utilizzati dalle fabbriche di birra come refrigerante. L’azienda continuò con questo sistema fino alla fine del secolo.

Nel 1960 le compagnie petrolifere svilupparono una tecnica di rimorchio iceberg per allontanarli dalla loro piattaforme petrolifere tra Canada e Groenlandia, utilizzando uno speciale cordame di polipropilene per legare gli enormi blocchi di ghiaccio.

Ancora oggi il traino di iceberg è pratica comune nella regione artica dove sorgono le piattaforme petrolifere, che utilizzano procedure ormai standard per allontanare il ghiaccio.

Trascinare l’iceberg da Terranova alle isole Canarie costerebbe circa 10 milioni di dollari. Se la straordinaria operazione avesse successo, l’iceberg, dal peso di circa 30 milioni di tonnellate, fornirebbe abbastanza acqua per le esigenze di mezzo milione di persone per un anno intero.

Se passeggiando sul mare vedeste improvvisamente apparire un grande iceberg in avvicinamento, ricordatevi di Mougin.