A.P.I.C.E. la nuova Associazione

Il Gruppo diventa Associazione Pensionati Italiani e Connazionali All’estero (A.P.I.C.E.) Proseguiremo verso il nostro primo obiettivo: Defiscalizzare la Pensione all’Estero anche per Ex Inpdap.

Tra qualche giorno Giuseppe BUCCERI ideatore del Gruppo Facebook “PENSIONATI UNITI ALL’ESTERO”, invierà la documentazione per l’iscrizione come Associazione con sede in Gran Canaria.

L’obiettivo è di portare all’attenzione della Corte Europea, qualora fosse necessario, la problematica relativa alla defiscalizzazione della pensione INPS/Ex INPDAP dei Cittadini Italiani residenti all’Estero, il Certificato di Esistenza in Vita, altro incubo dei pensionati all’estero, ed altre battaglie.

Continueremo a sostenere, nell’ambito delle nostre possibilità, i Connazionali anche non pensionati, una volta giunti in un paese Estero. Il lavoro sarà fatto in maniera gratuita per gli iscritti all’Associazione, nel limite del possibile. Altro compito importante sarà quello di ottenere delle Convenzioni in tutti i campi con qualsiasi professionista e/o attività, idonei a favorire i nostri iscritti. Le Convenzioni saranno stipulate ed ufficializzate  solo con quelle strutture che operano nel rispetto delle normative vigenti. Il principale obiettivo sarà sociale.

All’interno dell’Associazione sono previsti i Soci Onorari, i quali avranno diritto a partecipare all’Assemblee. Tra questi ricordiamo l’Ing. Eugenio Parise (Presidente Onorario), il Dr. Giuseppe Daquanno, il Dr. Davide Dall’Agata (tutti residenti fuori dallo Stato Spagnolo dove ha sede l’Associazione, solo un Socio Onorario residente nelle Canarie, il Sig. Orazio Furnari.

Vorrei ricordare che, dal momento della sua nascita, il Gruppo ha creato vari Referenti in molti Paesi che hanno il compito di aiutare i Connazionali sempre in forma gratuita, ed anche per questi l’Associazione sarà a disposizione:


Dr. Davide Dall’Agata  – Coord. Pensionati Militari ( Italia)

Marinella Salvatori (Tenerife)

Giuseppe Daquanno (Bulgaria)

Eugenio Parise (Portogallo)

Lorenzo Lo Porto (Germania)

Vito Fagiolino (Germania)

Gianni Capel Badino (Russia)

Domenico Lambiase (Ecuador)

Umberto Salamone (Romania)

Gabriele Cogodi (Albania)

Gianna Michelini (Tunisia)

Antonino Cacace (Spagna – Barcellona)

Angiolina Zabaldano (Brasile)

G.Luigi Vaccari – Vito Valente (Italia)

La defiscalizzazione della pensione ex INPDAP

Un pensionato ex INPDAP, cioè un pensionato della Pubblica Amministrazione, uno statale, un parastatale, un ex dipendente degli Enti Locali (Regioni, Provincie e Comuni), un ex militare, finanziere, vigile del fuoco, poliziotto, forestale, non può chiedere la defiscalizzazione della sua pensione, in caso risieda all’estero, mentre ciò è concesso, illogicamente e anticostituzionalmente, ai pensionati INPS “puri”, cioè gli ex lavoratori del settore privato!

Questo è sancito da tutta una serie di “trattati per evitare le doppie imposizioni” che l’Italia ha sottoscritto con numerosi altri Paesi.

La cosa è assurda se si considera che, pur risiedendo all’estero, non si contribuisce affatto alla fiscalità del paese ospitante e si continua a pagare le imposte in Italia, assieme alle addizionali regionali e comunali, pur non usufruendo più di nessuno dei servizi che tali imposte dovrebbero fornire. Da una lettura dei trattati summenzionati, potrebbe intendersi che tale disparità sia nata, paradossalmente, dalla necessità di salvaguardare i dipendenti pubblici che lavorano all’estero, cioè tutti quelli elencati in precedenza, dalla fiscalità del paese ospitante, onde evitare, per esempio, che un dipendente dell’ambasciata, un professore universitario prestato ad una Università straniera, un militare italiano in forza alla NATO sia costretto a pagare le imposte sulla retribuzione che percepisce durante la sua permanenza all’estero. Poi, la norma è stata estesa, incostituzionalmente, anche ai pensionati pubblici, lasciandone esclusi quelli del settore privato.

Vorrei ben evidenziare che, a differenza di quanto comunicato da molte TV nazionali o quotidiani italiani e/o agenzie, all’estero ed in particolare qui alle Canarie, dove risiedo da circa 2 anni,  non si vive con 800 euro al mese. I costi della vita sono in molti casi inferiori, certo, ed in alcuni Paesi ad esempio dell’Asia, si riducono sensibilmente, soprattutto se ci si adatta alle condizioni ed agli stili di vita locali. In generale, però, i pensionati italiani hanno bisogno di vivere vicino ai servizi, quindi in centri abitati ed i costi lievitano.

La doppia tassazione è prevista in tutti quei Paesi nei quali non esiste un trattato che la eviti.

In pratica, in questi casi, le imposte si pagano sia in Italia che nel Paese in cui si risiede. Fortunatamente si tratta di pochi Paesi. Quello che secondo me è inaccettabile, invece, è che solo in pochissimi Paesi, i pensionati ex INPDAP possono avere la defiscalizzazione della pensione e pagare le tasse dove risiedono. Mi riferisco, ad esempio, alla Tunisia (si paga un’aliquota media del 25% sul 20% del lordo, essendo l’80% completamente esentasse), al Senegal (anche se per le pensioni alte non conviene, essendo le aliquote in pratica simili a quelle italiane) e all’Australia (che però, da diversi anni, non concede più questo tipo di visto ai pensionati).

Siamo fiduciosi e lo scopo del ricorso giurisdizionale che stiamo organizzando ha proprio questo obiettivo. Non è oggi ammissibile che due pensionati cittadini italiani, ad esempio un ex operaio metalmeccanico ed un ex carabiniere, che decidono di risiedere all’ Estero, si trovino a percepire la pensione al lordo il primo,  e la pensione al netto delle tasse pagate in Italia, il secondo. La strada più logica ed immediata sarebbe la via politica, tuttavia i segnali che provengono dalla presidenza dell’Inps ed i comportamenti e decisioni messe in atto dagli ultimi governi: Berlusconi, Monti, Bersani, Letta ed per ultimo Renzi, non inducono ad avere la benché minima fiducia negli apparati politici. Questo è il motivo che ci sta costringendo ad adire alla giustizia nazionale prima, ed Europea, se sarà necessario.

Al momento abbiamo istituito delle adesioni, la 1^ chiusa ad agosto 2016, la seconda a dicembre 2016 con molti aderenti. Vista le ulteriori richieste di adesione, abbiamo proceduto a bandire la 3^ ed ultima. Il ricorso sarà seguito dall’Avv. Michela Scafetta con studio in Roma e Napoli.

Mi auguro che in questa 3^ ed ultima mandata gli aderenti siano in molti, perché la nostra voce sia sentita. Sono molte migliaia le persone penalizzate in tutto il mondo: facciamoci sentire !

Giuseppe Bucceri

Per informazioni : [email protected]

Per il ricorso: [email protected]