Concessioni a tempo di record per gli hotel a La Palma, La Gomera e El Hierro

di Michele Vieri

La riforma della legge 6/2002 della Ordenación Territorial del Turismo di El Hierro, La Gomera e La Palma prevede al suo interno una procedura che darà modo di ottenere permessi e licenze per la costruzione sulle isole di nuove strutture ricettive, con la finalità di accelerare lo sviluppo turistico attraverso progetti sia pubblici che privati, sia sotto la pianificazione generale che insulare, a sola e unica condizione che siano dichiarati di effettivo interesse per il Cabildo di spettanza.

La novità della legge, adottata in forma definitiva dal mese di settembre 2016, è stata definita con la dicitura di “strumenti di pianificazione turistica unica” per “attuazioni strategiche turistiche insulari”.

La manovra intende rivolgere lo sguardo anche alla creazione di occupazione grazie ad una crescita del flusso turistico, che si rivela attuabile solo con lo snellimento delle procedure per l’ottenimento delle concessioni edilizie delle nuove strutture che intendono sorgere nelle isole.

Non sono ovviamente mancate le polemiche di coloro che vedono l’operazione come una prevaricazione degli aspetti ambientali in termini di tutela e salvaguardia, benché permangano validi gli studi preventivi di valutazione ambientale e di impatto di eventuali nuove strutture.


La nuova riforma prevede il cambiamento della superficie minima richiesta degli hotel, che diventano nel caso di terreni rurali agricoli tra i 2.500 metri quadrati per struttura da 10 camere e i 6.000 metri quadrati per quelle tra i 21 e i 40 posti letto.

Per terreni con altra categoria che non sia agricola, i requisiti di superficie saranno, secondo la suddivisione di cui sopra, tra i 5.000 e i 7.500 metri quadrati.

La superficie occupata dalle costruzioni dovrà limitarsi al 20% dell’intero lotto.

Per le tre isole, oltre alle concessioni a tempo di record, è prevista la costruzione di strutture di piccola dimensione su terreni soggetti a tutela sia agricola che forestale, purché siano compatibili con le risorse naturali che sono presenti sulle aree in questione.

Infine, una novità da non trascurare, sarà la soppressione del vincolo di distanza minima tra le strutture.

Ogni isola potrà in buona sostanza decidere direttamente quali terreni avviare a sviluppo turistico in totale autonomia.

E c’è da augurarsi, è il caso di dirlo, che questo non pregiudichi la particolare bellezza di La Palma, La Gomera e El Hierro.