1986, l’inizio del boom turistico a Tenerife Sur

di Grazia Riolo

Quello del 1986 è un anno che per Tenerife, in particolare il sud dell’isola, viene ricordato come l’inizio di un boom turistico che ha rappresentato una vera e propria miccia per il motore economico tinerfeño.

Era l’anno della drammatica esplosione del reattore nucleare di Chernobyl, del terribile incidente del Challenger e del passaggio della cometa Halley nei cieli, ma era l’anno in cui a Tenerife sbarcarono 1.983.786 turisti, dei quali 832.887 al nord e 962.410 al sud.

In un attimo Playa de Las America, Adeje e Arona divennero la meta privilegiata di molti visitatori che diedero il primo importante impulso a quello che è diventato in pochi anni il volano dell’economia dell’isola.

La risposta del Cabildo e del Consorzio per il Turismo fu immediata, con iniziative di ristrutturazione e di riabilitazione di tutte le strutture ricettive allora esistenti, dimostrando di essere in grado di mantenere il frenetico passo della vertiginosa crescita che dal 1986 in poi caratterizzò il settore turistico.


In particolare fu Costa Adeje a simboleggiare l’esempio di un impegno nei confronti della corsa al miglioramento della qualità dei servizi, con la costruzione di edifici modello per accogliere il flusso turistico mantenendo standard strutturali che non alterassero la bellezza del luogo: altezze non eccessive e spazi interni vasti e confortevoli.

Nel 1992 venne costruito l’Hotel Bahia del Duque, ispirato ai resort dei Caraibi dove il cliente gode di tutti i servizi e gli spazi interni comuni in assoluto relax e sintonia con l’ambiente circostante.

Molto importante e determinante alla crescita turistica fu la costruzione dell’autopista e dell’aeroporto Reina Sofia, che consentì l’operatività di voli charter carichi di visitatori, nonché lo sforzo e l’atto di fiducia della famiglia Puig, cui si deve la creazione di Playa de Las Américas.

Tenerife apparve quindi uno splendido binomio per una vasta gamma di turisti, che potevano trovare un angolo di paradiso assolato nel Sud e un clima mite e piacevole nel Nord.

Ma a segnare il lancio di Tenerife Sur, almeno agli inizi, fu il momento di immobilità degli imprenditori di Puerto de la Cruz, fino a quel momento l’unico polo attrattivo dell’isola.

Mentre infatti Puerto non fu in grado inizialmente di rispondere con determinazione e lungimiranza al boom turistico, gli imprenditori di Las Americas, Los Cristianos, Torviscas e Fañabé compirono il miracolo, offrendo spiagge ampie con ottimi servizi, supportati da un’amministrazione che consentì a quegli stessi imprenditori di sviluppare una crescita significativa di posti letto.

E i dati lo dimostrano con una partenza di 340.000 turisti nel 1977 per arrivare, ai giorni nostri, con quasi 5 milioni.