A Tenerife il più grande sistema di rilevazione terremoti dell’arcipelago

di Valeria Pezzi

Tenerife ha creato un sistema di rilevazione terremoti più grande di tutto l’arcipelago e uno tra i più avanzati d’Europa.

Grazie all’installazione di 15 sismografi speciali di ultima generazione in grado di rilevare terremoti in precedenza difficilmente riscontrabili, il sistema di Tenerife ha raggiunto un controllo di massima precisione, da molti paragonato ad un elettrocardiogramma permanente del suolo canario con elettrodi situati nei punti strategici di tutta l’isola.

La caratteristica più innovativa del nuovo sistema di rilevazione consta nella capacità delle stazioni sismiche di rilevare movimenti del sottosuolo che sismografi convenzionali non sono in grado di fare, una peculiarità che, dato l’alto rischio di eruzioni, permetterà agli studiosi di sapere con largo anticipo il verificarsi di un evento a carattere vulcanico.

A bordo del team scientifico anche un italiano, Luca D’Auria, responsabile del monitoraggio del Vesuvio, ritenuto dalla comunità dei sismologi il vulcano più pericoloso del mondo a causa della sua collocazione in zona densamente popolata.


Ruolo chiave nel funzionamento chirurgico del sistema, sarà quello del super computer Teide installato nella stazione di Granadilla de Abona e che consente l’analisi di tutte le informazioni raccolte dai sismografi grazie ad una elaborazione ad alta velocità dei dati pervenuti.

La vera minaccia rilevata dagli esperti è la faglia tra Tenerife e Gran Canaria che potrebbe generare terremoti a partire dai 6° della scala Richter e quindi in grado di creare gravi danni e devastazioni.

Secondo il sismologo italiano, la magnitudo dei terremoti tettonici è direttamente collegata all’estensione delle fratture della crosta terrestre e quella tra Tenerife e Gran Canaria con una larghezza di almeno 35 km, è molto estesa.

Benché l’arcipelago sia considerato in una zona di intra-placca ovvero di bassa sismicità, la dimensione della frattura, l’attività vulcanica e la presenza quello che è conosciuto come “vulcano medio”, un vulcano attivo sommerso nell’area vicino alla faglia, rappresentano fattori di alto rischio terremoti.

Lo scorso 2 ottobre si è verificato un piccolo sciame di terremoti nella zona del Teide, 96 scosse in 4 ore secondo l’Instituto Geográfico Nacional, ma più di 400 secondo il nuovo sistema di rilevazione.

I sensori sismici a banda larga che compongono l’innovativo impianto, sono stati ottenuti grazie al progetto Makavol, finanziato dal Programma di Cooperazione Transnazionale MAC 2007-2013 della Commissione Europea, mentre l’attuazione della rete è stata a carico del programma Tenerife Innova 2016-2017 del Cabildo di Tenerife.