Banche & Risparmiatori italiani che 2017 ci aspetta?

di Dott. Riccardo Barbuti

Su invito della Direzione di Leggo Tenerife ho chiesto al Dottor Paolo Cardenà di aggiornare i tantissimi turisti e residenti italiani sulla situazione delle banche italiane.

Sono in contatto con Paolo Cardenà da almeno 6 anni, quando entrambi parlavamo di finanza sulle pagine dei nostri rispettivi blogs, il suo www.vincitorievinti.com sempre più seguito in questi anni di complessità finanziaria e Governi tecnici. All’inizio uno dei nostri bersagli preferiti era il Monte dei Paschi di Siena, lui per le intuizioni contabili su una situazione che sarebbe solo che peggiorata, io perché avendoci lavorato 5 anni avevo negli occhi il disastro ed il dissesto della più antica banca del mondo! Paolo Cardenà inizierà il punto della situazione sul nostro sistema bancario e il futuro dei capitali di molti risparmiatori (confido che riusciremo a rendere digeribili alcune tematiche obbligazionarie complesse) proprio dal fallimento dell’ennesimo aumento di capitale MPS del 23 dicembre 2016: “Preso atto del fallimento dell’aumento di capitale di Mps, il Governo ha approvato il decreto a sostegno delle banche in difficoltà e nello specifico di MPS. 

I pochi dettagli che si conoscono sono stati comunicati durante una scarna conferenza stampa tenuta da Gentiloni e Padoan il 23 dicembre scorso. Posto il fatto che lo schema di salvataggio dovrà essere autorizzato dalle autorità europee, il Ministro Padoan ha affermato che le obbligazioni subordinate saranno convertite in azioni (burden sharing) e per i risparmiatori retail (immagino quelli con profilo di rischio non adeguato) dovrebbe essere attivata una procedura di ristoro gestita dalla banca, e quindi indennizzati attraverso l’assegnazione di obbligazioni ordinarie. Lo stesso giorno la CONSOB ha sospeso la negoziazione di tutti i titoli MPS. Come chiarito dal ministro Padoan durante la conferenza stampa, il pacchetto di 20 miliardi “ha carattere precauzionale“,  costituisce una linea di capitali che verranno utilizzati per la ricapitalizzazione delle banche in difficoltà, a partire da Mps, ma il perimetro di azione potrebbe essere esteso anche alle altre banche: Popolare di Vicenza, Veneto Banca, Banca Carige e le quattro banche risolte a novembre 2015 (Carichieti, Cariferrara, Banca Marche, e Banca Etruria).

Quindi il decreto prevede la garanzia statale per rafforzare la capacità della banca di approvvigionarsi di liquidità, il secondo perimetro di intervento del decreto riguarda il rafforzamento patrimoniale delle banche in difficoltà. Quindi, “in caso di fallimento degli stress test”, le banche possono richiedere un intervento precauzionale da parte dello Stato. La misura è dunque rivolta solo alle banche che sono ancora solvibili, per quelle non solvibili, ma che hanno mancato lo stress test, rimane la risoluzione del Bail-In, cioè potranno coprire i buchi di bilancio con prelievi forzosi dai C/C dei clienti


L’intervento dello Stato presuppone comunque la conversione di obbligazioni subordinate in azioni della banca, secondo il principio della condivisione dei rischi. La conversione delle obbligazioni Tier 2, sottoscritte per lo più da clientela retail, avverrà ad un valore corrispondente al 100% del valore nominale. Nell’immagine possiamo vedere le caratteristiche delle obbligazioni subordinate.

La terza questione che il decreto affronta è lo schema di tutela dei risparmiatori. Ad esempio, nel comunicato si parla, in generale, di ristoro dei risparmiatori, non facendo alcuna distinzione tra coloro che sono (ed erano) consapevoli del rischio connesso all’investimento in determinati strumenti di rischio e coloro con una profilatura non adeguata a questi titoli. E poi, ancora: la procedura prevede che siano convertite in azioni le obbligazioni subordinate. Il ristoro avverrebbe assegnando obbligazioni senior ai possessori di azioni. Quali caratteristiche avranno le obbligazioni? Quale tasso? Quelle appena accennate in modo non esaustivo, sono tutte questioni aperte e in attesa di risposte concrete per i piccoli risparmiatori. Di conseguenza, sarà necessario ritornare sull’argomento non appena si avranno elementi più definiti. Per concludere, vi dico cosa penso dell’operazione: sarebbe assai illusorio credere che il caso MPS, per quanto grave, sia l’unico vero problema. Non si tratta di una semplice bocciatura di una banca, ancorché la terza del paese, ma di qualcosa di ben più profondo e pericoloso: la sfiducia nei confronti dell’intero sistema Italia che, al momento, è ancora tenuto in vita dalla Bce. Ma non in eterno. Urlate pure per i 20.000.000.000 di debito pubblico aggiuntivo che servono per dare una “rattoppata” alle banche italiane. Ne avete tutto il diritto. Ma dovete sapere che dall’inizio della crisi il debito pubblico è salito di oltre 600 miliardi di euro, ossia più di un terzo dello stock totale di allora. Quindi venti miliardi in più, per dare una sistemata alle banche italiane e garantire (per il momento) la stabilità finanziaria, è poca cosa. Saranno sufficientiSecondo me no, ma lo scopriremo solo vivendo. È una mossa sbagliata da parte del governo? Secondo me no, ma è molto tardiva e, dato il deterioramento del quadro di riferimento, è l’unica possibile. L’inerzia dei mesi (e anni) scorsi ha determinato un conto decisamente più salato, oltre al danno (immenso e non quantificabile) derivante dalla perdita di fiducia.”

Questo era il Paolo Cardenà impostato e politically correct, di seguito trovate una sua recentissima dichiarazione più colorita sui richiami di Francoforte sul nostro deficit: “Occorrono 50/60 miliardi per dare una raddrizzata alle banche, altri 20/30 per la ricostruzione delle zone terremotate. Ne occorrerebbero altri 20/25 per disinnescare le clausole di salvaguardia (cioè aumento IVA ecc) nel prossimo anno e in quelli successivi. La UE chiede una manovra aggiuntiva di 3,4 miliardi di euro (fesserie, insomma) e questi cialtroni seriali stanno a discutere di qualche decimo di punto di sforamento del deficit. Che è come curare una patologia letale somministrando aspirina…”

Ringrazio l’amico Paolo Cardenà per la fotografia del decreto salva banche e sul lavoro informativo di questi anni in contrasto con l’occultamento dei media sussidiati delle più evidenti verità economiche che hanno contribuito a tradire il risparmio di tantissimi italiani che avevano dato fiducia alla “LORO BANCA” comprando i diversi tipi di obbligazioni bancarie messe sul mercato in questi anni. Per contestualizzare poi la crisi delle nostre banche e del sistema Italia, rammento poi che l’indice azionario americano ha toccato i nuovi massimi storici proprio a fine 2016 e che i mercati immobiliari anglosassoni da anni vivono una inesorabile ripresa come quello di Tenerife e della Spagna tutta. 

Forse per questo la comunità italiana è divenuta la comunità residente più numerosa a Tenerife? 

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