Il consumo delle alghe in Spagna

In Spagna il consumo delle alghe è pari a quello dei frutti di mare

di Marta Simile

Che sia una moda o una necessità, il consumo di alghe in cucina ha subito un notevole incremento in tutta la Spagna, tanto da essere studiato come fenomeno da diversi professori dell’Università di Cadice che hanno prodotto un libro dal titolo “¿Las algas se comen? Un periplo por la biología, la historia, las curiosidades y la gastronomía”, edito da Editorial UCA e nel quale si rivendicano le alghe quale tesoro gastronomico di inaspettato valore.

Il libro, oltre a proporre un excursus storico sul tema, ha al suo interno 16 ricette dei migliori chef che, sommati insieme, raggiungono lo straordinario numero di 50 stelle Michelin.

La pubblicazione quindi, oltre ad essere un valido strumento conoscitivo che permette di scoprire aspetti sconosciuti delle alghe, è un interessante spunto per coloro che volessero cimentarsi nella gastronomia a base di vegetali insoliti.

Ma le alghe, contrariamente a quanto si possa pensare e come sottolinea uno degli autori del testo Perez Llorens, sono già parte della vita quotidiana della cucina spagnola, fenomeno già ampiamente trattato nel precedente libro “El apasionante mundo de las algas: un viaje inolvidable desde la biología a la gastronomía”.


Si stima infatti che in Spagna al momento attuale si consumino circa 14 tonnellate di alghe all’anno, contro le quasi 15 dei più noti e commerciali frutti di mare.

Le alghe marine, che mettono d’accordo palati vegani e non, non sono nuove al fabbisogno alimentare dell’uomo, visto che in passato le popolazioni che abitavano le coste erano solite inserirle nella propria alimentazione al pari di frutta e verdura.

Presenti sul pianeta da milioni di anni senza aver subito particolari cambiamenti, le alghe sono una fonte preziosa di iodio, sali minerali, proteine, vitamine e sostanze mucillaginose che le rendono un aiuto efficace per regolarizzare la funzionalità intestinale.

I tipi attualmente in commercio sono numerosi e di provenienza per lo più dal Giappone o dal Regno Unito e possono essere utilizzate per zuppe, condimenti per la pasta o accompagnate a verdure e pesce.