Storia di Tenerife, il Barranco di Badajoz

Nella storia canaria il nome di Badajoz ha rappresentato uno dei capi saldi in epoca di conquista.

L’isola di Tenerife fu l’ultima delle Isole Canarie a essere conquistata e successivamente annessa al Regno di Castiglia nel 1496. Una volta terminata la conquista vennero distribuite proprietà terriere ai collaboratori del conquistatore Fernández de Lugo, e quindi nel 1497 si concede a Juan de Badajoz in qualità di collaboratore alla vittoria una proprietà nel Barranco di Chamoco, che a partir da questo momento cambia nome e diventa il Barranco di Badajoz, uno dei posti più singolari dell’isola, descritto ufficialmente la prima volta nel 1840 da Berthelot&Webb, e pubblicizzato come luogo di elevato interesse naturalistico e paesaggistico addirittura nel 1893.

L’Orrido di Badajoz si trova nel comune di Güimar dentro il paesaggio naturale protetto dei sette colli. Possiamo prendere la TF-1 in direzione Güimar e salire fino al villaggio per la strada TF-61 (la stessa che porta al Puertito di Güimar se scendiamo).

Una volta in paese si trova una stazione della Shell, la oltrepassiamo fino a giungere a uno stop. Allo stop girare a sinistra, e poi di nuovo a destra, lasciando a sinistra un altro distributore di benzina Cepsa.

Ora seguire la strada (questa è la vecchia strada TF-28) fino a un segnale del bus. Poco prima del segnale del bus c’è una strada asfaltata che sale verso il Barranco de Badajoz.

Il tratto asfaltato dura circa due km e poi diventa sterrato. Sarebbe opportuno, se venite in auto, fermarsi prima della strada sterrata. Se si dispone di un’auto adatta, si può proseguire lungo la strada sterrata fino a una radura dove si incontra una delle gallerie (poco prima di una salita lastricata).


Una volta che siamo pronti per iniziare il percorso, dobbiamo solo seguire il letto del burrone, che ci condurrà in salita fino a questo bellissimo posto. Lungo il percorso troveremo molte gallerie e alcune casette abbandonate che sono stati utilizzate per alloggiare i lavoratori per la costruzione e l’estrazione di acqua delle diverse gallerie. Il suo interesse paesaggistico risiede principalmente nelle specie endemiche di flora delle Canarie che vi si incontrano (Helianthemun teneriffae, Dorynium spectabile, Euphorbia bourgaeana, ecc.), la grande spettacolarità delle sue pareti verticali e la forma incassata del Barranco.

Nel Barranco ci sono 7 gallerie per l’estrazione di acqua, lunghe in totale oltre 15 km.

Acaymo, conosciuta anche come “Cueva negra”. Lunga quasi due km, è la prima che si incontra sul cammino.

El Almagre, la prima che si incontra sulla destra, lunga quasi 3 km.

Chamoco, con 4086 metri è la più lunga di tutte. Si trova proprio dal lato opposto a El Almagre.

Aceviñò, lunga oltre 2.000 metri, si trova in mezzo a costruzioni usate per alloggiare i minatori.

Nuestra Señora del Socorro, quasi 2 km di sviluppo.

El Cañizo, con circa 1800 metri è la galleria più corta di tutte. ATTENZIONE: all’interno c’è un pericoloso pozzo dove è assai facile precipitare!

Il percorso finisce all’ultima galleria del burrone, la de Izaña, che è attualmente l’unica aperta. Questa galleria, iniziata a scavare nel 1912, è la più antica di tutte. Non si sa quanto sia lunga…A causa di vari smottamenti e crolli, avvenuti particolarmente nel periodo delle grandi piogge del 2002, è pericoloso avventurarsi all’interno per poterne misurare la lunghezza.

Da questo punto non è possibile continuare senza effettuare una vera arrampicata. Si ritorna per lo stesso tragitto dell’andata. Se vogliamo andare con l’autobus prendere la linea 33 che sale da Güimar e percorre la strada principale (attenzione a fermarsi dove inizia la strada del burrone!).

Supponendo di iniziare la camminata alla fine dell’asfalto, calcoliamo di poter effettuare l’ascesa della gola in un’ora. Sicuramente ci vorrà un po’ di più se ci si sofferma ad ammirare tutto quello che troveremo sulla nostra strada (gallerie, casette, grotte, flora, …).

Durante il percorso si incontra la “Cueva del Cañizo”, grotta aborigena che fu la residenza estiva dei Menceyes di Güímar. La grotta si trova a 100 metri di altezza, e la vediamo a metà strada sulla parete sinistra del Barranco.

Aldilà della sua bellezza, la fama di questo burrone è determinata dalla moltitudine di leggende su strani eventi che presumibilmente vi sono avvenuti, e che lo hanno portato ad essere conosciuto addirittura in tutto il mondo.

L’Orrido di Badajoz ha una lunghezza di 12.170 metri, occupa una superficie di 10,243 chilometri quadrati e raggiunge l’altezza massima di 2259 metri.

Un elemento di interesse è la centrale elettrica abbandonata di La Hidro, che forniva elettricità a mezza città, utilizzando l’energia idroelettrica generata dal forte dislivello delle condutture di acqua nelle gallerie della zona.

Storicamente, sia il Barranco de Badajoz che il Barranco del Rio sono stati i fornitori naturali di tutta l’acqua necessaria per le coltivazioni del Municipio di Güímar. In questa zona vi è stato nel corso degli anni un interessante sviluppo di tecniche di raccolta delle acque sotterranee, dalla fine del XIX secolo fino agli anni Settanta (gallerie, pozzi, ecc.).