(di Ilaria Vitali)

Uno sguardo all’aggiornamento dei prezzi del paniere della spesa fa rabbrividire: al momento attuale alle Canarie la frutta e la verdura costano più del pollo.

Ad aumentare considerevolmente non solo ananas e zucchine, ma anche miglio, fagioli e bubangos, vegetali simili alle zucchine ma tipici dell’arcipelago.

La causa degli aumenti sarebbe il freddo, notevolmente più contenuto sulle isole, ma decisamente più intenso nella penisola, dove il Ministro dell’Agricoltura ha evidenziato incrementi fino al 131% relativi ai prodotti vegetali.

Secondo l’indice dei prezzi Mercatenerife pubblicato agli inizi di febbraio, nell’arcipelago il prezzo medio dei fagioli è stato di 4 euro al kg, per il bubango 2,80 euro e per l’ananas 3 euro al kg, laddove il prezzo per chilogrammo del pollo non ha superato i 2,35 euro.

Peggiore la situazione quindi in Spagna, dove le melanzane detengono il primo posto in quanto ad aumenti con 169,90 euro al quintale pari al 131% in più rispetto al normale prezzo di acquisto; non sono da meno le zucchine con 225,46 euro al quintale pari al 60,12% in più e i fagioli con 235,69 euro ogni 100 kg ovvero il 34,52% in più di aumento.


La Federación Española de Asociaciones de Productores Exportadores de Frutas, Hortalizas, Flores y Plantas vivas (Fepex) ha stimato che, a causa del tempo inclemente, la produzione subirà un calo tra il 40 e il 50%; la Spagna è il principale fornitore del mercato europeo con una quota di mercato che supera il 50% in condizioni di normalità e con un’esportazione che supera le 100.000 tonnellate mensili di prodotti come la lattuga, il pomodoro, i cetrioli, il peperone e una quantità compresa tra le 50.000 e le 100.000 tonnellate mensili per prodotti come il cavolo.

Il segretario generale della COAG ha spiegato che nel caso delle Canarie l’aumento dei prezzi del paniere della spesa non è stato principalmente un problema di clima bensì di normali oscillazioni stagionali e che quindi, a partire dal mese di marzo, i prezzi torneranno a scendere.

In ogni caso in questi mesi fare la spesa costa di più e l’aumento tra ciò che i consumatori pagano al supermercato e quello che si pagherebbe andando direttamente dall’agricoltore è del 700%.