BREVE ANALISI SULLE DISPOSIZIONI DELLA LEGGE SULLE IMPOSTE SUI REDDITI (IRPF) RIGUARDANTI LA PLUSVALENZA PATRIMONIALE

Saranno brevemente analizzati, nel presente articolo, gli aspetti fiscali della plusvalenza generata dalla vendita di un elemento patrimoniale da parte di un soggetto residente fiscale in Spagna (contribuente). Più precisamente sarà esaminato il trattamento fiscale della plusvalenza patrimoniale (ganancia patrimonial) previsto e disciplinato dagli articoli 33-39 della legge sull’imposta sul reddito n. 35 del 28 novembre 2006 (I.R.P.F.).

In primo luogo si precisa che la legge in esame stabilisce che gli utili e le perdite costituiscono variazioni del valore del patrimonio del contribuente quando generano un cambiamento nella struttura del patrimonio stesso, salvo che la legge non li qualifichi come reddito.

Per ciò che concerne l’ambito di nostra indagine, precisiamo che la plusvalenza altro non è che la differenza tra il valore di acquisto di un bene patrimoniale e il successivo valore di trasmissione generata da una vendita, donazione, ecc.

Si tratta di una “crescita del capitale” o “surplus assets” che genera in capo al soggetto passivo l’obbligo di pagare la relativa imposta nella dichiarazione dei redditi.

Tale imposta, quindi, si pagherà solo quando il soggetto passivo abbia avuto un beneficio tra il valore che aveva l’immobile quando è stato acquistato e il valore di vendita o cessione.

Ciò detto, possiamo suddividere la plusvalenza patrimoniale in tre categorie in ragione del tipo di tassazione:


Plusvalenza generata dalla vendita di beni che sono rimasti nel patrimonio del contribuente per oltre un anno;

Plusvalenza generata dalla vendita di beni che sono rimasti nel patrimonio del contribuente per meno di un anno;

Plusvalenza esente o non assoggettata all’imposta.

Nel caso sub a) la plusvalenza viene definita “di risparmio” in quanto il bene, oggetto di trasmissione, è stato più di un anno nel patrimonio del contribuente. In questo caso il guadagno (la plusvalenza) rientrerà nella base imponibile dei redditi definiti “da risparmio” e sarà tassata con aliquote che vanno dal 21% al 27%. Infatti, l’aliquota vigente, modificata con la riforma introdotta dal Real Decreto-legge numero 20 del 30 dicembre 2011, è del 21% per i primi € 6.000,00, del 25% per il valore che va da € 6.001,00 fino a € 24.000,00 ed, infine, del 27% da applicare all’importo superiore a € 24.001,00.

Per l’anno 2013, ed in riferimento alla plusvalenza di cui al punto b), la legge numero 16 del 27 dicembre 2012 ha modificato l’art.46 della legge IRPF in relazione ai beni che vengono acquistati e venduti in meno di un anno (definiti guadagni “a breve termine”). Più dettagliatamente, se la proprietà è acquisita per un prezzo e in meno di un anno trasmesso ad un prezzo più elevato, la plusvalenza è considerata reddito ordinario ed è inclusa nella base imponibile generale del reddito, il cui tasso potrebbe essere inferiore o superiore a quelli indicati precedentemente nel caso sub a). La differenza di tassazione rispetto alla precedente è sostanziale, considerato che la plusvalenza sarà indicata nella parte ordinaria della base imponibile generale del reddito, potendo determinare una variazione e quindi influire sugli scaglioni di reddito su sui calcolare l’imposta generale IRPF.

Esistono, poi, ipotesi in cui le alterazioni del patrimonio del contribuente sono espressamente escluse dalla tassazione in esame in quanto “non vengono considerate variazioni nella composizione del patrimonio del soggetto passivo”. Tali eccezioni sono:

a) Divisione di beni comuni.

b) Scioglimento della partnership coniugale o la cessazione del regime matrimoniale della partecipazione.

c) Scioglimento della comunione dei beni.

Inoltre, non generano plusvalenza o minusvalenza, per esempio, la trasmissione per causa di morte del contribuente, le trasmissioni lucrative di imprese familiari che rispondono a determinati requisiti requisiti fiscali, le trasmissioni realizzate dai genitori a favore dei figli per continuare con la gestione dell’impresa familiare.

Alle ipotesi suddette si aggiungono casi tassativamente elencati dalla legge che pur generando un’alterazione del patrimonio sono esenti dal pagamento dell’imposta. Tali ipotesi si verificano quando:

a. In occasione di trasmissione dell’abitazione principale realizzata da parte di persone fisiche con una età superiore a 65 anni e da parte di persone in situazione di grave malattia tale da comportare un accompagnamento.

b. In caso di re-investimento in una nuova abitazione principale. Tale ipotesi si realizza quando una persona fisica abbia venduto l’immobile destinato ad abitazione principale ed il beneficio lo abbia destinato successivamente all’acquisto di un’immobile che destinerà ad abitazione principale nei termini e condizioni previsti dalla legge.

Per ulteriori chiarimenti potete contattare i consulenti dello Studio legale e tributario.

Avv. Michele Paolo Cicconi