Andar per vini a Tenerife

L’isola di Tenerife regala agli appassionati di vini un mondo nascosto tutto da scoprire, fatto di colori, profumi e sapori completamente nuovi per chi è abituato a degustare vini italiani.

Non mi reputo un intenditore ma solo un appassionato dei metodi di produzione soprattutto quelli legati alla tradizione più rurale, infatti voglio parlarvi delle piccole realtà dove il vino artigianale acquista un valore proprio perché fatto da appassionati e in piccole quantità.

Le zone della Orotava, Tacoronte, Vilaflor, Guía de Isora, e altri luoghi della Medianias, possono vantarsi di una produzione eccellente che viene esportata in tutto il mondo e dove vi sono alcuni casi di vincite di premi internazionali.

Le vigne (listan, moscatel, castillana, barbajuelo per citarne qualcuna) si trovano a partire dai 250 mt slm  fino ai 1400 mt come nel caso di Vilaflor, le piante basse e intrecciate poggiano le proprie radici direttamente, attraverso il terreno, sugli strati di roccia vulcanica, conferendo al vino il suo gusto particolare, intenso e profumato che ricorda questa terra, e sono ancora coltivate con metodi tradizionali e tutti i procedimenti sono realizzati a mano dall’uomo.

Per chi ha poco tempo consiglio di visitare a El Sauzal il museo e la casa del vino dove si trovano le migliori marche dell’isola, partecipando a degustazioni con un incaricato specifico che vi guiderà alla scoperta di questi nuovi sapori. Inoltre nel museo si ha la possibilità di conoscere i vecchi metodi di produzione ed ammirare gli antichi macchinari fatti ancora in legno, dove l’uomo e gli animali erano la vera forza motrice.

Ma quello che più mi appassiona è la produzione dei vini artigianali, quella nascosta, che conserva il vero “cuore” dell’isola e della sua tradizione e dove ci si affida ancora al “giudizio” degli anziani perché esperti di metodi tramandati da padre in figlio.


Le vendemmie si eseguono tra fine settembre e fine ottobre. a seconda di come è andata la stagione, e vengono effettuate totalmente a mano, spesso in ginocchio visto che i grappoli sono nella parte più bassa della pianta. Sono piccole produzioni, e il quantitativo di vino, in alcuni casi, non arriva a 600 litri ma proprio per questo il prodotto viene estremamente curato, preferendo la qualità alla quantità. Non esistono etichette a segnalare la tipologia, ma il nome, più spesso il soprannome, identificano chi l’ha prodotto.

I macchinari, pochissimi, si passano di mano in mano, da produttore a produttore, e le fasi finali vengono eseguite con la classica spremitura in rudimentali ma efficaci setacci con la propria forza fisica, e le giornate sono all’insegna della compagnia dove alla fine ci si ritrova a mangiare del queso e chorizo accompagnato dal vino dell’anno precedente. In alcuni casi i vini vengono conservati in grotte naturali all’interno di botti di legno di rovere (barrique de roble) per quelli rossi (tinto) o in recipienti di acciaio per quelli bianchi (blanco). L’imbottigliamento viene eseguito a marzo ma poco prima di Natale si inizia già ad assaggiarlo come vino novello.

Nel paesino rurale di Chirche, che si trova sopra al comune di Guía de Isora, ogni anno verso la metà di marzo si può partecipare e/o assistere ad un concorso (quest’anno era la 24a edizione) dove esperti di tutta l’isola si incontrano per selezionare i vini artigianali migliori e dove la giornata si trasforma in una vera e propria festa con musiche, balli e degustazioni nello spirito rurale e popolare.

Piccola parentesi, quest’anno il vino rosso prodotto da noi ha vinto il terzo posto mentre nell’edizione dell’anno scorso si è aggiudicato il primo posto sia il rosso che il bianco, una vera soddisfazione personale.

Non troverete mai in commercio questi vini tranne che nei Guachinche del nord (famosi e ottimi quelli della Orotava), dove i produttori artigianali vendono il vino principalmente in damigiane (garafones) e dove si ha la possibilità di assaggiarlo accompagnato da piatti tradizionali e caserecci (ma di questo ne parleremo in seguito); qui al sud si gustano in occasione di una visita ad un amico che lo produce oppure informandosi presso i contadini del luogo.

Nel comune di Guía de Isora c’è la possibilità di partecipare ad alcuni corsi legati alle coltivazioni e ai propri metodi, ultimamente ho partecipato a quello della degustazione del vino, un buon inizio per stimolarti ad andare a fondo e scoprire quello che c’è di più nascosto dietro una bottiglia di vino.

Vi consiglio sempre di ammirare il colore, respirare il profumo e assaggiare il gusto di un vino per avere la possibilità di  conoscerlo e successivamente comprenderlo meglio.

A giugno ci sarà il corso sulla produzione dei vini e io mi sono già iscritto !!!

Quindi… buona ricerca e buona degustazione!