di Ilaria Vitali

Oggi visti come progetti improponibili e assolutamente folli, un tempo queste idee furono prese talmente sul serio da averne perseguito la realizzazione.

In epoca di boom turistico e sviluppo economico, sull’onda dell’entusiasmo arrivarono proposte che non solo non tenevano conto dell’ambiente e degli aspetti giuridici e amministrativi, ma nemmeno della pianificazione di una crescita equilibrata e armoniosa delle infrastrutture per la ricettività turistica.

Progetti folli, faraonici, dall’evidente impatto negativo sul paesaggio e derivanti da sviluppatori ambiziosi e con manie di grandezza.

Il più lontano nella storia è quello relativo ai luoghi più emblematici di Tenerife, il Teide e Las Cañadas, ed entrambi hanno mantenuto per miracolo il loro enorme valore paesaggistico e naturalistico.

All’inizio del XX secolo Las Cañadas divenne infatti oggetto di progetti di grande impatto come quello relativo alla realizzazione di immense colonie agricole per frenare il problema dell’emigrazione e aumentare la ricchezza del paese, opere che non vennero realizzate solo per gli ingenti costi che richiedevano.


Il luogo venne pensato anche come possibile base per aerostati dai tedeschi e in seguito come una improbabile pista da sci; arrivarono poi progetti di alberghi e casino nel llano de Maja ma anche di un enorme sanatorio policlinico privato a Las Cañadas.

L’idea peggiore fu quella relativa alla costruzione di una rete ferroviaria che percorresse il perimetro di Tenerife e che attraversasse il Teide; un progetto dai costi elevatissimi nato nel 1912 dall’ingegnere Juan José Santa Cruz che avrebbe mutilato per sempre il Parque Nacional, privando le generazioni future di un’area naturalistica unica al mondo.

La dichiarazione del Parque Nacional nel 1954 frenò questi e molti altri progetti assolutamente non sostenibili in un contesto dall’elevato valore naturalistico.

Nessun angolo di Tenerife è stato al sicuro in epoca di progetti folli; per decenni la possibilità di collegare le valli di La Orotava e Güímar con un tunnel che attraversasse la catena montuosa centrale, unendo il nord al sud in pochi minuti, rappresentò un progetto da realizzarsi non appena disponibili i fondi; in seguito si decise che a mancare non erano solo i soldi, ma anche i mezzi tecnologici idonei per affrontare una realizzazione così ambiziosa.

Il progetto più spettacolare fu quello apparso nel 1978 sulle pagine dei quotidiani locali, nei quali si affermava che un gruppo di investitori avrebbe appoggiato la realizzazione di un’isola artificiale situata di fronte a Bajamar.

Ma anche quello dell’aeroporto a El Socorro, a Güímar, e quello del canale lungo tutto il perimetro costiero di Tenerife per la raccolta dell’acqua dei barrancos non mancarono di suscitare grande clamore.

L’idea più folle venne al sindaco di El Tanque, Federico Perez, che nei primi anni ’80 pensò addirittura di costruire una linea ferroviaria solo per turisti nella montagna di San José de Los Llanos, progetto poi bloccato dal Gobierno un attimo dopo l’installazione della stazione e della foratura della montagna.

La Montaña Roja, a El Médano, oggi spazio naturale protetto, si salvò in extremis dalla realizzazione di una sconsiderata urbanizzazione turistica che ne avrebbe minato la paradisiaca spiaggia di La Tejita.

Alcuni progetti oltraggiosi sono stati realizzati, ma di certo Tenerife è riuscita, nonostante tutto, a mantenere l’equilibrio che merita.