Foto di Cristiano Collina

di Bina Bianchini

Il fenomeno è ormai inaccettabile e ad esprimerlo con severa indignazione sono gli albergatori della spiaggia di Los Tarajales a Los Cristianos di Arona che vedono costantemente l’andirivieni dei cosiddetti “okupas” negli stabilimenti di Arona Gran Hotel, Paradise Park, Marisol e H-10 Big Sur.

Sarebbero circa una trentina i giovani o comunque le persone senza fissa dimora che avrebbero preso possesso di strutture in disuso di un centro commerciale a fronte mare, riempiendolo di materassi, sedie rotte, scatole, cumuli di rifiuti, bucato steso ad asciugare e bottiglie sparse sui pavimenti, il tutto a pochi metri dalla zona pedonale dove centinaia di turisti passeggiano, conferendo un’immagine piuttosto degradante della zona altamente frequentata.

Il contrasto tra il centro ben ordinato e pieno di attività commerciali di Los Cristianos e l’area invasa dagli okupas e piena di sporcizia è ormai molto evidente e la situazione sta diventando via via più complessa, senza che sia stata ancora presa una decisione in merito da parte del Consiglio comunale.

Per un’isola che vive di turismo, il fenomeno degli okupas rappresenta una seria minaccia agli introiti delle numerose imprese del settore che investono ingenti somme di denaro per offrire il meglio delle proprie strutture turistiche a fronte di un ambiente che vede aumentare di contro un degrado inaccettabile.

I locali di cui si sono appropriati indebitamente i giovani senza fissa dimora sono a soli 25 metri dal mare, protetti in origine da recinzioni metalliche che nel giro di poco tempo sono state divelte per consentire a giovani di nazionalità diverse di poter accedere senza problemi.


Sarebbe quindi più che mai impellente un intervento da parte delle autorità che provveda allo sgombero dei locali interessati o, come suggerisce qualcuno, che vada a nascondere il degrado agli occhi dei turisti che soggiornano a Los Cristianos, quasi che nascondere alla vista dei molti il disagio di pochi possa risolvere i problemi annessi e connessi.

Quel che è certo è che molti imprenditori si sentono per molti aspetti traditi dalle autorità locali, cui versano tasse per poter portare avanti un discorso di eccellenza che è proprio dell’arcipelago in materia di accoglienza turistica ma che viene seriamente compromesso da uno spettacolo poco edificante di degrado delle zone in questione, apparentemente dimenticate da tutti.