di Franco Leonardi

Si fa presto a dire “cameriere!”, quando dietro la più o meno solerte figura del personaggio in prima linea di un ristorante si nasconde un essere umano che affronta ogni giorno le situazioni più disparate e irritanti, che metterebbero a dura prova chiunque.

Fare il cameriere di professione è quasi una missione, sostengono in molti, per la quale se non hai una buona dose di empatia, tanto da non risultare odioso, di pazienza, sufficiente a non pigliare a calci i clienti più impossibili, e di spirito di intraprendenza, utile quando proprio quei clienti impossibili improvvisano richieste inusuali, sarebbe bene lasciar perdere

Ma quali sono i cliché più comuni e più odiosi nei quali un cameriere prima o poi inciampa?

Al primo posto senza ombra di dubbio vi sono i clienti arroganti e maleducati che partono dal presupposto che poiché pagano, hanno il diritto di comportarsi da autentici tiranni.

Questi tipicamente entrano nel ristorante senza degnare minimamente il cameriere, non salutandolo affatto e non sprecando nemmeno un sorriso; vi si rivolgono con fare autoritario e con un gergo privo di buone maniere, esprimendosi più con ordini che con cortesi richieste.


Vi sono poi coloro che telefonano, effettuano una prenotazione e non solo non si presentano come convenuto, ma non si prendono nemmeno la briga di avvisare; più dannosi di questi ultimi ci sono invece coloro che prenotano per 2 e si presentano in 5, mettendo il cameriere in una situazione di assoluto caos in caso di serata particolarmente affollata.

Lasciare un tavolo vuoto è dannoso per il ristorante ma presentarsi in più persone rispetto alla prenotazione crea disagi non indifferenti: in un ristorante non si può improvvisare!

Ultimamente è diffusa un’altra spiacevole abitudine che è quella di prenotare un tavolo per una stessa data in più locali diversi, per avere così la possibilità di scegliere all’ultimo momento dove cenare.

E quando i clienti si lamentano delle telefonate ricevute da parte dei ristoranti a conferma della prenotazione, dovrebbero riflettere che i cattivi comportamenti di certuni portano a necessarie e spiacevoli azioni.

L’eccessiva confidenza colpisce generalmente le giovani cameriere ma anche i ragazzi non ne sono indenni; rivolgersi a chi sta compiendo un lavoro con professionalità e impegno con epiteti amichevoli e talvolta umilianti è indice di pessima educazione e poco senso del rispetto.

Esistono formule antiche e mai passate di moda come il “per favore”, “cortesemente” e l’ever green “grazie” che possono essere utilizzate a profusione e in caso di soddisfazione del servizio ottenuto, una bella mancia non solo è apprezzata ma qualifica il cliente come persona corretta.

La polemica ingiustificata al cameriere circa il menu è un altro comportamento deplorevole; il cameriere prende le ordinazioni e serve ai commensali, non decide il menu così come non decide la disposizione dei tavoli, che segue una precisa logica di cui i clienti non dovrebbero occuparsi.

Avete mai pensato a quanta strada percorre un cameriere durante una sera impegnativa?

Se non lo avete mai fatto, dovreste pensarci quando ordinate al malcapitato le cose a spizzichi e bocconi, richiamandolo più volte al tavolo quando basterebbe una sola volta ben esaustiva.

I cosiddetti “tira tardi” rappresentano una categoria molto temuta dal cameriere che, alla fine della serata e con i piedi ormai distrutti, aspetta pazientemente coloro che pur avendo terminato e pagato la cena si attardano nel locale ormai vuoto.

La consuetudine spagnola vuole che il locale chiuda quando se ne va l’ultimo cliente: non esagerate, anche il cameriere desidera andarsene a casa, non senza aver rassettato e pulito tutto.

Tra i clienti temuti non possono mancare i bambini figli di genitori maleducati e quindi pesantemente molesti; schiamazzi, corse tra i tavoli, litigi e disturbi ai clienti dei tavoli vicini sono un vero incubo per il cameriere.

Chi alza un po’ il gomito spesso può rivelarsi anche simpatico ma il più delle volte rappresenta un autentico problema costituito da più situazioni che vanno dalle molestie, agli svenimenti in bagno, al vomitare in sala fino alla rissa.

E infine, un grande classico tra i cliché: la divisione del conto.

Passi la richiesta di due coppie a cena, ma quando la tavolata è numerosa e il menu non è fisso, per il cameriere è un momento di assoluto disagio, soprattutto quando ha già fatto diligentemente preparare un conto unico e viene avvisato della divisione solo dopo.

Insomma, quando siete al ristorante, portate rispetto per chi non solo vi serve con il sorriso ma sopporta situazioni al di là di ogni immaginazione.