di Stefano Ferilli

A distanza di 18 anni dalla presentazione del progetto e a 8 anni dalla posa della prima pietra, l’Ecomuseo di El Tanque sarà finalmente una realtà che aprirà i battenti nel 2017.

La lunga storia della realizzazione dell’Ecomuseo iniziò nell’ambito del progetto di riqualificazione del territorio promosso da Consorcio Isla Baja, composto dai comuni di El Tanque, di Los Silos, di Garachico e di Buenavista, uniti per promuovere il turismo e lo sviluppo economico della regione.

E mentre i 3 comuni hanno raggiunto già l’obiettivo, El Tanque è ancora in attesa della realizzazione di un progetto il cui compimento è stato garantito direttamente dal Cabildo di Tenerife, che non ha mancato di precisare di voler includere nel bilancio di questo anno le tre partite mancanti all’apertura dell’Ecomuseo.

In particolare sono previsti un totale di 75.348 euro per la realizzazione dell’accesso pedonale, 201.017 euro per la linea elettrica già stipulata e 100.000 euro per la canalizzazione del Barranco del Pino, per un totale di 376.395 euro che consentiranno l’apertura di un piccolo ufficio di divulgazione di tematiche agrarie che, attraverso Tenerife Rural, darà modo di offrire una formazione professionale agli agricoltori.

L’importanza dell’Ecomuseo è strettamente collegata alla realizzazione di un rifugio che soddisfi la crescente domanda dei turisti appassionati di trekking che visitano la riserva naturale del Chinyero e che darebbe modo a tutta l’area forestale circostante di rappresentare un vero e proprio valore aggiunto al complesso museale che si trova nella zona di San José de los Llanos e che occuperebbe un totale di 11 ettari di superficie.


Il rifugio, che dovrebbe fungere da albergo per i visitatori, è stato infatti bloccato dalla mancata realizzazione complessiva del progetto e dovrebbe essere incluso nel Plan Rector de Uso y Gestión (PRUG) del Parque Rural de Teno.