Barrancos di Güímar

di Giandomenico Mucci

Il sindaco di Güímar Carmen Luisa Castro sta portando avanti una battaglia contro il parere del Gobierno de Canarias per riabilitare i barrancos con un progetto turistico che dovrebbe cambiare l’attuale destinazione d’uso delle gole, ora adibite a miniere.

Un progetto ambizioso, che prevede una cospicua ristrutturazione di 4 milioni di metri quadrati, da El Puertito fino alla vetta, e che per essere approvato necessita dell’avvallo di più autorità superiori, tra le quali lo stesso Parlamento de Canarias che, durante una sessione plenaria dello scorso novembre, ha messo sul tavolo l’ipotesi di una pianificazione territoriale che non abbia natura di esproprio o di declassamento della zona, né tantomeno di restrizione dei diritti degli attuali imprenditori coinvolti.

Secondo il sindaco di Güímar si tratterebbe di cambiare la destinazione d’uso dei barrancos facendo leva sull’art.47 del testo riveduto in materia di pianificazione del territorio, che permetterebbe la conversione in uso turistico delle gole.

Doveroso precisare che, come sottolinea il ministro insulare per la politica territoriale, ciò che sta facendo il sindaco di Güímar risulterebbe poco appropriato, essendoci già 50 sentenze contro i comuni di tutta la Spagna che intendono cambiare l’uso da estrazione mineraria ad altro, in questo caso turistico.

Il sindaco avrebbe già tentato di fare un’analoga operazione con il progetto Mimiland Park, un parco acquatico con hotel annesso, progetto respinto e che viene considerato dal ministro insulare per la politica territoriale un’autentica truffa, poiché gli investitori non avrebbero alcun diritto su un terreno del quale non è consentito l’uso turistico o residenziale.


Ma Carmen Luisa Castro è determinata a portare avanti il progetto per i barrancos pur in assenza di appoggio da parte delle amministrazioni e sottolinea che, cambiare la destinazione d’uso dei terreni, in nessun caso presuppone che si debbano indennizzare gli impresari, e questo sarebbe, a suo parere, l’unico modo per appoggiare la crescita dell’isola, favorendo non solo la pubblica amministrazione ma anche gli investitori privati che da diversi anni aspettano l’approvazione di progetti di riqualifica di Güímar.