di Franco Leonardi

Dopo due anni di retrocessione in quanto a crescita demografica, la popolazione dell’arcipelago aumenta dello 0.08% rispetto allo scorso anno, vale a dire di 1.618 persone in più, e di contro il numero di stranieri invece decresce per il quarto anno consecutivo.

Dall’analisi dei dati demografici è ancora più interessante rilevare che l’aumento è dovuto al ritorno di molti canari e al trasferimento di cittadini peninsulari nelle isole, in particolare nelle provincie occidentali mentre, paradossalmente, sono le provincie orientali a perdere cittadini.

Riguardo al fenomeno del ritorno alle origini, sarebbe l’83,56% degli spagnoli che ha preso cittadinanza nell’arcipelago ad essere stati canari partiti al di fuori dei propri confini in cerca di fortuna; tra il 2012 e il 2016 la popolazione è cresciuta di 7.590 persone tornate a casa.

A spiegare la tendenza è il professore di Geografia Umana della Universidad de La Laguna (ULL) Juan Francisco Martín, che sottolinea che il clima di incertezza che pervade l’Unione Europea in generale e l’evento Brexit sarebbero le reali cause che hanno riportato molti ex cittadini delle Canarie nei luoghi di origine, per lo più giovani senza lavoro.

Il record di residenti registrati appartiene al 2011, con un totale di 2.126.769 cittadini, numero ridotto del corso dei 6 anni successivi a causa di un drammatico calo della natalità, pari al 24,65%, un processo senza precedenti che nessuno aveva ipotizzato.


La crisi economica e l’esodo di giovani qualificati all’estero sono i fattori alla base del minor numero di gravidanze, laddove all’invecchiamento progressivo della popolazione è corrisposta una effettiva mancanza di ricambio generazionale.

I dati attuali del censimento della popolazione provenienti dall’Istituto Nazionale di Statistica (INE) mostrano inoltre che le isole, rispetto al picco rilevato 4 anni fa, hanno 61.427 stranieri in meno, fenomeno questo legato alla crescente difficoltà di trovare lavoro nell’arcipelago e alla tendenza di lasciare quindi le isole per paesi dove permangono ancora più elevate le aspettative di impiego.

Paradossalmente si è verificato quindi un flusso bidirezionale della popolazione, nel quale, con le stesse motivazioni, si è assistito, e si assiste tutt’ora, ad un ritorno a casa di espatriati.

Il ricongiungimento alle proprie famiglie di origine, al di là della mancanza di lavoro, ha spinto le persone ad un nuovo flusso migratorio.

Tenerife è l’isola che ha registrato il più alto incremento di popolazione, da 888.184 cittadini a 891.111, uno 0,33% in più pari a 2.927 persone.

A Gran Canaria invece la situazione è completamente diversa, con un calo di 2.635 persone per lo più straniere cui non è corrisposto un rientro di isolani.

Lanzarote e Fuerteventura confermano l’aumento mentre La Palma registra un calo; solo El Hierro si dimostra invariata in quanto a popolazione.