Il Dipartimento dell’Ambiente, della Salute e dell’Accessibilità dell’arcipelago canario rende noto che vi sarebbe più di un migliaio di gatti randagi nella sola cittadina di Santa Cruz de Tenerife, distribuiti nelle 26 colonie registrate come quelle di El Tosca, La Salud e Valleseco.

La nuova ordinanza in materia di detenzione di animali domestici adottata proprio da Santa Cruz, al centro di numerose polemiche da parte degli animalisti, prevede che le colonie di gatti non regolarmente censite da parte di coloro che se ne occupano volontariamente portando cibo e acqua, verranno eliminate, trasferendo tutti gli animali al rifugio di Valle Colino, dove qualcuno provvederà al corretto mantenimento.

Ma cosa prevede esattamente la nuova ordinanza?

Innanzitutto un regolare censimento, vale a dire la comunicazione alla autorità del numero dei membri della colonia e dei relativi dettagli (sesso, età), la sterilizzazione dei soggetti adulti e l’inserimento del microchip per l’identificazione.

Secondariamente l’ordinanza obbliga i volontari che si occupano delle colonie, di alimentare i gatti solo con mangime secco, per evitare accumuli di cibo che potrebbero attrarre eventuali altri animali e per garantire quindi uno standard dignitoso di igiene e pulizia.

Insomma, in poche parole, chi decide di seguire una colonia di gatti in forma volontaria, lo deve fare seguendo regole ben precise e controllate.


Obiettivo dell’ordinanza è di limitare la formazione di nuove colonie e di arrivare all’esaurimento di quelle esistenti, un obiettivo a lungo termine che si rende necessario per salvaguardare ambiente e salute e controllare i gatti selvatici che non sono destinati all’adozione.

Il Consiglio Comunale ha quindi stabilito che a partire da ottobre u.s. ogni colonia di gatti deve essere censita e i volontari responsabili devono fornire dettagli costanti sullo status della comunità felina, comunicando aggiornamenti circa eventuali perdite o nuove sterilizzazioni.

Ogni violazione all’ordinanza comporta la rimozione della colonia.

La vera novità dell’operazione riguarda l’identificazione dei volontari che intendono occuparsi delle colonie, che dovranno quindi accreditarsi presso le autorità comunali se vorranno seguire responsabilmente la popolazione di gatti randagi.

(di Marta Simile)