L’abbandono dei cani è un fenomeno più che mai attuale ma che riguarda anche un altro animale domestico, il gatto, che fino agli anni passati non era soggetto a episodi di questo tipo, o per lo meno non nelle spaventose cifre presentate dalle società di protezione animali spagnole.

Secondo la Fundación Affinity che si occupa di recupero animali domestici abbandonati, nel 2015 sono stati raccolti 104.501 cani e 33.330 gatti, dei quali il 44% sono stati adottati, il 19% restituiti ai legittimi proprietari che ne avevano perso le tracce, il 14% è stato ricoverato in canili e gattili e un 10% è stato soppresso.

Il numero degli animali abbandonati o persi, anche se in ribasso, rimane altissimo, tanto che il direttore della fondazione Isabel Buil ha sollecitato una maggior prevenzione e cooperazione da parte del settore pubblico e privato, impegnandosi a promuovere l’adozione responsabile nonché una cauta riflessione prima dell’acquisto di un animale da compagnia.

Intervistati sull’abbandono delle proprie bestiole, siano cani o gatti, molti ex proprietari hanno ammesso che la ragione principale del gesto è il comportamento dell’animale, per un 15%, seguita da cucciolate indesiderate, un 14%, da fattori economici, il 10% per la fine della stagione di caccia, un 10%, e infine con il 9% per trasferimento residenza.

Il tasso di adozione invece si è stabilizzato nel corso degli ultimi 3 anni; nel 2013 è stato del 47% dei cani raccolti, nel 2014 è stato del 45% e nel 2015 è stato del 46%.

Per quanto riguarda invece i gatti, il tasso di adozione è inferiore ma in lieve rialzo, con il 37% nel 2013, il 40% nel 2014 e il 41% nel 2015.


Il caso degli animali persi e poi ritrovati è stato favorito, nel corso degli ultimi anni, dall’adozione del microchip che ne ha consentito un’immediata identificazione e quindi restituzione, fenomeno che ha riguardato il 31% dei cani e solo il 3% dei gatti, per i quali la misura del microchip è ancora poco utilizzata.

Di tutti gli animali presenti nei rifugi, il 66% è stato raccolto in strada, il 34% è stato invece lasciato presso i centri deputati e di questi il 30% direttamente dai legittimi proprietari.

Relativamente alla credenza che l’abbandono dei cani aumenti nel periodo estivo, la direttrice della fondazione tiene a precisare che in realtà il fenomeno è piuttosto costante tutto l’anno, come dimostrano i dati comunicati che vedono un 32% di recuperi nel primo trimestre, un 35% nel secondo e un 33% nel terzo trimestre.

L’abbandono dei gatti invece segue un picco stagionale dovuto alle cucciolate, che in genere sono frequenti nel secondo trimestre e che ha portato ad un 42% di felini raccolti, contro il 27% del primo trimestre e il 31% del terzo.

In tutti i casi, è bene sottolineare che prima di acquistare un cucciolo occorrerebbe una cauta e profonda riflessione; un cane o un gatto non sono giocattoli, sono esseri viventi e il loro abbandono, oltre che ignobile, procura costi e in alcuni casi danni a tutta la comunità.

(di Angelo Marchi)