da Lanzarote, Mararia di Rafael Arozarena

Rafael Arozarena è da tutti considerato il maggior novellista canario del XX secolo. Nato nel 1923 e morto nel 2009, di Santa Cruz de Tenerife, ha lasciato il segno nella letteratura spagnola specialmente con la novella “Mararia”, edita nel 1973, dove si narra, raccontata a “posteriori” ad uno sconosciuto viaggiatore, la storia di questa splendida e tipica bellezza canaria, tanto sfortunata da essere considerata portatrice di sventure e capace di far “ululare alla luna al suo passaggio tutti i cani”.

Una storia posta a cavallo del periodo della guerra civile ma con aspetti che potrebbero essere benissimo ottocenteschi ed ambientata a Femés, in una Lanzarote molto differente dall’attuale, e tanto cara allo scrittore, vissuto su quest’isola a cavallo degli anni ’50.

Ma torniamo a Femés… Situato nel sud dell’isola ed adagiato tra le cime del piccolo ed antichissimo massiccio di “Los Ajaches” che sovrasta la vallata che ospita Playa Blanca e le spiagge del Papagayo (El Rubicón), merita di essere visitato, oltre che per la vista stupenda verso il mare, anche per la chiesa di San Marciál, la prima diocesi delle Canarie dopo la “Conquista”, a pochi metri dal “baratro” verso la valle, e per le case dall’architettura tipica canaria che la circondano, tra le quali anche il famoso ristorante Casa Emiliano, imperdibile sia per la sua ottima cucina e sia per le inalterate caratteristiche architettoniche del suo interno.

Ma è la magia che Femés trasuda dalle sue pietre quello che fa apparire unico questo posto. E forse l’ombra di Mararia che alcuni dicono di vedere ancora ogni qual volta che i cani abbaiano alla luna…

 

Mararia di Rafael Arozarena (1973) Edita in lingua italiana da Tranchida Editore