Tasto dolente, quello delle compagnie aeree, quando si parla di scorrettezze a danno dei passeggeri, veri e propri abusi ai limiti (ed oltre) della legislazione vigente in materia.

Chi non ha mai provato un’esperienza negativa volando?

Secondo FACUA (un’associazione spagnola che dal 1981 si occupa di difendere i diritti dei consumatori) esisterebbe un vero e proprio allarme che riguarda tutte le azioni scorrette commesse dalle compagnie aeree, alle quali corrisponde, vergognosamente, un atteggiamento totalmente passivo da parte dei governi e, nel caso della Spagna, dell’AESA (Agencia Estatal de Seguridad Aérea).

Quello dei viaggi aerei è uno dei tanti settori dove i diritti dei consumatori vengono calpestati e dove i controlli da parte del governo e le conseguenti multe a compagnie aeree inadempienti sono insufficienti o assenti.

Ma non solo, l’associazione afferma che molte compagnie aeree terrebbero in scacco gli stessi governi con minacce di interrompere le operazioni di volo negli aeroporti in caso di multe.

La lunga lista nera delle scorrettezze, tanto per cominciare, include l’annuncio di voli a basso costo impossibili da trovare on line.


Pubblicità ingannevole? Specchietto per le allodole?

Rimanendo sul web, un altro spiacevole fenomeno che si verifica è quando si confrontano più tariffe e tornando alla pagina dove l’offerta risultava più economica, si ha la sorpresa di vedere un prezzo rialzato.

Casualità? Non proprio: il sito di molte compagnie aeree è in grado di individuare il vostro IP (Internet Protocol), vale a dire il vostro indirizzo elettronico.

Verificando il vostro interesse per l’offerta proposta, le compagnie aeree alzano il prezzo giocando sul timore dell’acquirente che i costi possano aumentare ancora e che quindi, in tutta fretta, egli proceda con l’acquisto.

Ammettendo invece che tutto proceda come deve, al momento della conclusione dell’acquisto ci si può accorgere che il costo è leggermente lievitato.

Un rapido controllo è sufficiente per notare che il pagamento con carta di credito ha comportato una tassa (per altro vietata) che innalza il costo totale del biglietto.

Alcune compagnie aeree evidenziano i costi aggiuntivi della modalità di pagamento che variano a seconda del circuito della carta, altre lo indicano ma in maniera molto celata e troppe non dicono nulla al riguardo.

Questa è una scorrettezza che varca la legalità: è vietato caricare sui costi con cifre che partono dai 35 euro i pagamenti effettuati on line con carta di credito!

Ma ancora: la legislazione europea vieta nella contrattazione via internet che alcune voci di costi aggiuntivi siano preselezionati. In questo modo una distrazione e una mancata deselezione delle voci farà lievitare il prezzo finale.

Tra le voci preselezionate c’è spesso quella della scelta del posto a sedere, che comporta ovviamente un costo.

Di tutte le scorrettezze delle compagnie aeree quella della telefonata obbligatoria per avere conferma del biglietto appena acquistato (e quindi pagato) è la più irritante.

I numeri che invitano a comporre sono tutti a pagamento e le attese, manco a dirlo, sono interminabili: e i soldi spesi lievitano.

Può accadere di commettere un errore nella compilazione dei campi obbligatori riguardanti le informazioni personali del passeggero: tragedia!

Vi sono compagnie aeree che prevedono per la correzione (spesso il nome al posto del cognome, una banalità) multe salatissime ma ve ne sono altre che obbligano all’acquisto di un nuovo biglietto.

Se questa non è scorrettezza…

Del resto chi si metterebbe a imbastire una causa alla vigilia delle tanto attese vacanze?

Le prese in giro, perché di questo si tratta, non finiscono qui.

Ci sono compagnie aeree che vendono biglietti il giorno prima della partenza, salvo poi comunicare al momento del check-in che il biglietto non è valido perché richiede più di 24 ore di anticipo nell’acquisto.

E si rimane a terra pur avendo pagato.

I casi invece di acquisto biglietti in prima classe per poi vedersi obbligati a sedere in economy sono più sporadici ma ugualmente reali.

In questi casi il rimborso dell’eccedenza è d’obbligo, ma…

Esistono poi piani di volo folli, con scali per prendere un successivo aereo impossibili per il tempo a disposizione. Risultato? Si perde ovviamente la coincidenza e si deve pagare un nuovo biglietto per giungere a destinazione, magari passando la notte in aeroporto.

Ma parliamo dei documenti necessari all’imbarco.

In virtù della Convenzione di Schengen ogni cittadino europeo che si sposta in volo all’interno dell’area Schengen può presentare passaporto, patente di guida o carta di identità.

Sembra che alcune compagnie aeree, illegalmente, accettino solo il passaporto, pena il negato imbarco.

Ma la parola più temuta da tutti i passeggeri, vero e proprio incubo terrorizzante, è l’over booking.

Le compagnie aeree vendono più biglietti di quanti potrebbero e al momento del check-in una truccatissima e antipatica hostess, senza nemmeno guardarvi in faccia, si mostrerà molto dispiaciuta nell’informarvi che purtroppo il volo è pieno…

Insomma, ritardi, cancellazioni, perdita di bagagli, negazione dei propri diritti di passeggero, pseudo frodi, sono tutte scorrettezze che il passeggero deve denunciare ma prima di tutto conoscere.

Così come deve conoscere i propri diritti che sono bene enunciati nella Carta del Passeggero (reperibile su internet) e dove sono ben specificate le azioni che le compagnie aeree sono tenute a fare in caso di inadempienze.

Lasciar perdere è incrementare quelle scorrettezze che vi fanno tanto arrabbiare e spesso rovinare la vacanza.

di Ugo Marchiotto