Ridurre, il più drasticamente possibile, il sale dalle nostre cucine, potrebbe, potenzialmente, salvare milioni di vite ogni anno!

Una ricerca svela che nel 2010 2,3 milioni di decessi legati a problemi cardiaci in tutto il mondo sono stati causati da un eccesso di sale, pari al 15% del totale annuo.

Quasi un milione di coloro che sono morti erano sotto i 70 anni, il che conferma che le diete “salate” stanno uccidendo molte persone ancora nel fiore degli anni.

I maschi sono quelli più a rischio di morte per complicanze cardiache, costituendo il 60% dei decessi annui dovuti a problematiche specifiche.

Gli esperti avvertono sui pericoli dell’eccesso di sale, particolarmente nel cibo già pronto, nei ristoranti e nelle rosticcerie, che molto spesso, per insaporire cibarie non proprio eccellenti, viene salato oltre misura.

La media attuale di ingestione di sale pro capite è di circa 8,1 grammi al giorno, dose molto alta se si pensa che ne basterebbe meno della metà! L’uso e l’abuso di sale quotidiano avviene soprattutto per una cattiva abitudine gestuale di aggiungerlo ai piatti senza nemmeno prima assaggiarli, ed anche all’uso sempre più frequente di snack e merende.


Il cuore e le malattie circolatorie associate sono i più grandi assassini nel mondo, dove l’80% dei morti per malattie cardiache premature sarebbero evitabili con semplici cambiamenti e abitudini nella dieta quotidiana, con l’esercizio fisico e anche smettendo di fumare. Il tutto senza considerare l’aggravio dei costi per la società per le spese mediche e le terapie di questi ammalati di “sale”.

La percentuale più alta di morti per malattie cardiache peggiorate dall’assunzione di sale è stata riscontrata in Ucraina e in Russia, la più bassa in Qatar, Kenya e negli Emirati Arabi.