L’arcipelago delle Canarie sta per affrontare una autentica rivoluzione in materia di pianificazione territoriale che prende il via da un disegno di legge approvato nel mese di agosto dal Consiglio Direttivo delle isole.

Un disegno di legge che è nato fin da subito sotto al fuoco incrociato delle polemiche, di coloro che pretendono di alleviare quella che appare una giungla burocratica in tema di approvazione costruzioni e di coloro che sono convinti che la Ley del Suelo possa paradossalmente diventare una “legge della giungla”.

In buona sostanza i critici sono dell’idea che fornire maggiore potere ai comuni per quanto riguarda la pianificazione territoriale, svincolandoli così dalle decisioni del Gobierno de Canarias circa l’approvazione definitiva, possa creare ancora più confusione nella determinazione del via libera a progetti privati e pubblici.

Al momento attuale i piani generali di pianificazione territoriale seguono un doppio percorso, di competenza della Comisión de Ordenación del Territorio y el Medio Ambiente (Cotmac) ma con l’approvazione del disegno di legge l’amministrazione che prenderà in esame un progetto, sarà la stessa che ne decreterà la realizzazione, senza un confronto con ciò che altre amministrazioni locali andranno a disporre in merito a progetti di loro competenza territoriale.

E sulla carta questo potrebbe creare un evidente disordine, soprattutto in un ambito dove le strutture ricettive turistiche dovrebbero seguire un ordinamento che non permetta il depauperamento dell’ambiente naturale delle isole.

I deputati del parlamento regionale che cominceranno a discutere del disegno di legge hanno evidenziato che, grazie ad un recente accordo, un organo del Gobierno canario conserverà comunque il potere di fare una valutazione di impatto ambientale dei progetti in approvazione, questo a tutela delle aree interessate.


La Ley del Suelo consoliderà l’uso residenziale esistente su suoli turistici che permetterà che spiagge e zone ricreative di spazi naturali protetti nelle prossimità dei centri urbani siano sottoposti a calcolo circa la dotazione minima di spazio libero per abitante o area di pertinenza turistica; tale restrizione però non riguarderà i terreni liberi, dove si potrà costruire senza limitazione.

Una porta aperta alla speculazione edilizia?

Questo è quello che pensano i critici della Ley del Suelo, giudicata in molti punti controversa e del tutto simile a una vera e propria deregulation del territorio che metterebbe nelle mani delle grandi imprese il patrimonio territoriale della popolazione canaria.

Ad esempio l’art.124 che stabilisce che i progetti di interesse insulare o regionale possono essere realizzati in qualsiasi tipo di terreno; questo significa che è possibile che venga approvato uno sviluppo urbano delle dimensioni di Playa de Las Americas contro ogni pianificazione vigente.

L’articolo 111 invece permette l’uso residenziale e la classificazione tel territorio urbano sviluppabile all’interno di parchi nazionali, come dire che si potrebbe, secondo quanto disposto, costruire un complesso residenziale alle porte del Parque Nacional del Teide.

La Ley del Suelo concede pieni poteri ai comuni e questa anomalia porterebbe più che a una pianificazione urbana, ad un vero e proprio progetto di urbanistica ad ampio raggio.

Uno scenario inaccettabile per il quale gli oppositori chiedono all’Esecutivo di aprire un tavolo a partecipazione cittadina affinché i residenti possano esprimere la propria opinione, supportati da legali e professionisti, su quella che viene definita una legge priva di legittimità.

Tutto questo prima dell’approvazione del disegno di legge che, comunque, necessita di miglioramenti e di un urgente compromesso per evitare di compiere, come affermano gli oppositori, un salto nel vuoto, perdendo di vista il vero bene pubblico che è il territorio canario.

(di Marco Bortolan)