Certificato di efficienza energetica

Dal 1 giugno per poterla vendere o affittare sarà obbligatorio indicare il grado di efficienza energetica di un’abitazione.

Secondo le regole EU, tutte le proprietà costruite prima del 2007 devono avere un certificato da A a G, da verde a rosso, a indicare il livello di efficienza energetica dell’immobile, dove A è il più alto e G il peggiore, quindi più costoso nel mantenimento.

Ciò influenzerà pesantemente le scelte di un inquilino o di un compratore, visto che le differenze fra un A e un G possono incidere pesantemente nei costi, un G può arrivare a costare un 70% in più sulle bollette.

Fra le condizioni che determineranno la qualifica ottenibile, ci saranno i materiali usati per il rivestimento dell’abitazione, il suo orientamento, i muri, il tetto e il pavimento, la qualità delle finestre e delle imposte, il tipo di riscaldamento e il tipo di apparecchiature elettriche che verranno usate.

Quando l’abitazione verrà certificata, il proprietario riceverà anche una serie di raccomandazioni per come migliorare il rating, che non saranno però obbligatorie.

Le cose più semplici da migliorare saranno indubbiamente la caldaia e le finestrature.


Si calcola che con 5000 euro si possa sistemare una casa su due piani. Non è ancora stabilito il costo per l’ottenimento della certificazione, sappiamo però che in Italia costa circa 250€ e in Germania per un appartamento di 100 mq si spendono 500 euro.

Il certificato ha validità decennale, e sul proprietario grava il costo dell’ottenimento e per il regolare rinnovo.

I certificati saranno ottenibili solo da architetti, progettisti, ingegneri, geometri, categorie che saranno felici di questa nuova fonte di entrate, essendo state pesantemente colpite dalla crisi dell’edilizia.

Il certificato non sarà necessario solo per le abitazioni, ma anche per la maggior parte degli edifici commerciali, probabilmente anche per gli alberghi. Le attività commerciali dovranno esporre il certificato in posizione ben visibile. Ne saranno esclusi gli edifici protetti e i monumenti, i luoghi di culto e gli edifici che sono affittati per meno di 4 mesi o quelli che devono essere demoliti.