Il 14 aprile sarà un anno dal crollo del palazzo di Los Cristianos nel quale morirono sette persone, fra cui due connazionali.

Una tragedia che ha scosso la comunità italiana di Tenerife unitamente a quella della popolazione locale, anche perchè è stata la prima volta che un palazzo è clamorosamente crollato uccidendo sette persone! Noi in quella giornata tragica eravamo lì per cercare di capire se c’erano connazionali rimasti sotto le macerie, essendo il quartiere altamente popolato da cittadini italiani. Tutte le istituzioni locali si sono attivate immediatamente, non solo per i soccorsi ma anche per l’appoggio ai sopravvissuti.
Il giudice che seguì le indagini sia sulla causa che per la responsabilità del crollo ha dato incarico per nuove indagini al fine di chiarire una possibile relazione con i lavori che Banesto aveva messo in atto già da anni. Quindi sono partite tre perizie, l’identificazione da parte della polizia della persona che occupava l’incarico di vice direttore dell’entità bancaria, un’altra perizia dell’impresa Atlante per esaminare il percorso lavorativo ed anche una richiesta al banco Santander che dal 2013 aveva assorbito Banesto per identificare i responsabili dei lavori dell’immobile.
Quindi è molto chiaro che ora il punto principale delle investigazioni si dirige a chi aveva programmato dei lavori che consistevano fondamentalmente nell’eliminazione totale dei serramenti della facciata al piano terra e che già nell’aprile del 2004 dopo l’apparizione di alcune crepe si era richiesta una perizia in merito.
Si dice che gli ultimi proprietari del locali al momento del crollo stavano ristrutturando il locale per farne una profumeria, ma sembra che non siano loro i responsabili della tragedia avvenuta. Sembra anche che le investigazioni giudiziarie lavorano a buon ritmo e si spera che per la fine di quest’anno si possa arrivare a dei risultati, cioè capire che imputazioni avranno le persone che verranno incriminate, e per quale tipo di crimine.

dalla Redazione