BASTA VIOLENZA SULLE DONNE

In questi ultimi mesi sempre più spesso si sente di donne uccise, la parola femminicidio è diventata di uso comune nei giornali e alla televisione. Questo termine che deriva dall’inglese “femicide”, parola coniata nel lontano 1848 da un giornalista inglese a seguito dell’uccisione di una donna.

Oggi purtroppo molti omicidi sono “femminicidi”, purtroppo l’omicidio è quasi diventato una politica sessuale. Le donne sono sempre state vittime, nel corso dei secoli, dai roghi delle streghe nel Medioevo, all’infanticidio femminile in alcune società.

Le donne uccise ogni anno in Italia sono circa 160, su una popolazione di oltre 30.000.000. Tra queste, 20 sono state uccise da altre donne, mentre fra le altre 140 ci sono quelle uccise perché vittime di crimini comuni: rapine, aggressioni a fine di lucro (scippi), oppure perché coinvolte in fatti criminosi , vendette trasversali, oppure ancora per follia di familiari che poi uccidono anche altri componenti della famiglia (spesso i figli!).

Oggi si sta diffondendo una nuova angoscia, quella secondo cui ogni uomo, anche il più beneducato, preciso, civile e rispettoso, è potenzialmente un “femminicida”, o quanto meno uno “stalker”. No, non ci sto, non si può credere che l’uomo sia naturalmente un animale incapace di controllare i propri impulsi e di non accettare la fine di una relazione, o il rifiuto di una donna, non possiamo immaginare l’uomo come il famoso Ulisse che dovette farsi legare per non cedere al richiamo delle sirene!

Beh, io non sono affatto d’accordo su questo “nuovo” ruolo maschile, credo si dovrebbe più guardare all’interno di una società malata, buonista e tutelante a singhiozzo la popolazione, bisognerebbe insegnare il rispetto per la vita altrui, uomo o donna che sia, far capire a molte donne che non è amore la follia violenta, che non è condivisione familiare il sopruso di un compagno/a verso l’altro/a, ma allo stesso tempo bisogna che si denunci la violenza anche contro la volontà del “violentato”: molte donne si presentano alla Polizia o nei Pronto Soccorsi degli Ospedali con traumi di vario genere, ma al momento di firmare la denuncia si tirano indietro, per paura, per pudore, per vergogna, perché nonostante tutto vogliono o vorrebbero perdonare, in quel caso la  denuncia dovrebbe già essere partita per il suo iter in automatico.

Bisogna spiegare a tutte le donne che un uomo, il tuo uomo, il tuo compagno, il fidanzato, non può farti del male, né fisicamente né verbalmente, non è amore se manca il rispetto.


Se mentre negli anni passati si parlava di “alienazione” della figura femminile ora sta diventando “eliminazione, genocidio femminile”. Nel diritto penale italiano esiste già l’aggravante per l’omicidio della moglie (uxoricidio).

Un’altra piaga in questa società è l’incapacità di aver saputo integrare tutti gli stranieri arrivati sulla nostra terra italiana. Integrazione significa far rispettare leggi, usi e costumi in maniera ferrea, qui da noi purtroppo i diritti hanno preso il sopravvento sui doveri! Molti femminicidi in Italia sono spesso a mano di stranieri, spesso a causa di religioni integraliste, non va bene, chi vuole vivere nella “civile” Italia deve prima di tutto adattarsi alle regole del Paese; siamo arrivati al punto che non si può nemmeno più dire uomo di colore o uomo islamico senza immediatamente venire tacciati di razzismo, una follia!

Per non parlare poi della non certezza della pena da parte di una magistratura lenta, indulgente e troppo tollerante, di Forze dell’Ordine non preparate, spesso non in grado di capire la gravità della situazione e sicuramente in molti casi con le “mani legate”. Per non parlare poi di una politica italiana che accetta e discute il tutto e il contrario di tutto, una politica che “schiamazza” nelle piazze difendendo gli autoctoni ma spesso soprattutto il clandestino, confondendo il lavoratore con il parassita, il cacciatore con la preda, la vittima con lo stupratore. Tutti parlano su tutto, scontrandosi gli uni contro gli altri, facendosi forti di baggianate e tralasciando i veri fatti concreti nei quali stiamo sprofondando.

E’ soprattutto necessario garantire il rispetto e l’applicazione dell’attuale Codice Penale per i reati di omicidio e di violenza contro le persone; inoltre è necessario iniziare a responsabilizzare ed insegnare alle donne l’amore, l’orgoglio e il rispetto per se stesse.

Biancamaria Bianchini