La cosa che vive nel Teide

Foto di Domenico Ruzza

Questo mese l’arca del mistero torna a navigare nelle acque della nostra amata isola e l’equipaggio risale il “papà “Teide per far conoscere una recente scoperta scientifica che sta lasciando perplessi molti biologi.

L’università spagnola di Alcalà ha realizzato uno studio sulla cima del Teide in cerca di microorganismi autoctoni e con gran sorpresa hanno scoperto una forma di vita con una struttura così particolare da essere considerata preistorica.

Il capo della spedizione dei botanici Gabriel Moreno ha rilevato colonie di una forma di vita unicellulare che può sopravvivere solo in zone dove la neve permane almeno 3 mesi all’anno con uno scongelamento lento e con una piccola escursione termica durante tutto l’anno. Caratteristiche che non sono proprio peculiari del nostro vulcano.

Il nome scientifico di questo essere è mixomicete perché si considerava fosse una sorta di fungo e per questo veniva studiato dai botanici.   

Studi recenti più approfonditi hanno però dimostrato che non è parte del regno dei funghi ma neppure degli animali e vegetali.

Al momento sono stati classificati come protozoi che però si alimentano di batteri, spore, pollini ed hanno delle protuberanze in grado di dare loro mobilità per spostarsi e permettendogli d’inglobare all’interno della loro cellula delle micro particelle.


Gli stessi ricercatori hanno dichiarato che le caratteristiche di questo essere sono così peculiari da poter essere considerato come una forma di vita proveniente da un altro pianeta, in quanto ha la capacità di movimento tipica degli esseri pluricellulari, si riproduce con un meccanismo tipico dei funghi e l’agglomerazione di questi esseri forma una sorta di muffa gelatinosa che può raggiungere il peso di 20 chilogrammi e coprire lo spazio di un metro quadrato.

Questi strani esseri viventi hanno un ciclo vitale diviso in tre stadi; nel primo sono simili a delle amebe, ma in certe circostanze possono trasformarsi in una massa gelatinosa unendosi tra di loro ed eliminando la membrana cellulare, diventando così un essere quasi pluricellulare che nell’ultima fase si trasforma in un essere singolo con membrana in grado di produrre delle spore come i funghi.

La scienza conosce circa milleduecento specie diverse di questi esseri ma dalle conclusioni dello studio risulta che questi protozoi presenti nella Cañada del Teide sono così peculiari da non poter essere riconducibili a quelli trovati in altre zone del pianeta, come ad esempio sulle Alpi e in altre catene montuose europee.

Questo misterioso essere è da considerarsi degno di apparire nella sezione del mistero in quanto all’equipaggio dell’arca ricorda molto la rappresentazione di alcuni esseri alieni del cinema e della fantascienza, cambiando da una sorta di animale, trasformandosi in una gelatina per poi convertirsi in qualcosa simile ad un fungo.

di Loris Scroffernecher