Tenerife, storia di una conquista (Terza parte)

Con la presenza cristiana sull’isola e il fiorire di un intenso commercio con il continente, Tenerife divenne un po’ il centro nevralgico delle rotte europee, benché nessuno dei corsari che vi giungevano avessero intenzioni di colonizzare l’isola.

Il progetto di una presenza permanente giunse solo con Jean de Bethancourt, un signore della Normandia che nel 1402 in seguito alle avversità della Guerra dei Cento Anni che imperversava nel suo paese, decise di andarsene con l’avventuriero francese Gadifer de La Salle.

Entrambi partirono con un ingente esercito armato alla volta di Lanzarote, con il preciso intento di dominarla e per il quale chiesero inizialmente appoggio al Papa, che tentennò, e si rivolsero quindi al Re Enrique de Castilla, domandandone la protezione in cambio della sovranità spagnola sull’isola.

La intrepida coppia scoppiò nella conquista di Fuerteventura per un litigio irrimediabile, tanto che La Salle fu il vero autore della conquista di Fuerte; Bethancourt ci riprovò quindi, fallendo, con Gran Canaria da dove ripiegò, conquistandola, sull’isola di El Hierro.

Tornato quindi in Francia lasciando come reggente il nipote Maciot, Bethancourt si vide attaccato dalle armate di Siviglia che scalzarono Maciot relegandolo a Lanzarote.

Nell’anno 1448 Maciot vendette i suoi diritti sull’isola al principe Enrique de Portugal, che già aveva tentato l’occupazione di La Gomera senza riuscirvi e dove invece si insediò fermamente Fernán Peraza, che si autoproclamò signore di tutte le isole e a cui si deve la costruzione di una torre fortificata.


Il successivo matrimonio dell’erede di Perez con Diego de Herrera ebbe il preciso obiettivo di conquistare le isole maggiori, fino a quel momento interessate solo alla tratta degli schiavi, la popolazione dei Guanches.

Il tentativo fallì e fu proprio in quel momento che i Re Cattolici decisero di prendere in mano la situazione, destituendo Herrera e la moglie, incaricando Alonso Fernández de Lugo delle operazioni  e iniziando una lunga campagna di conquista di Gran Canaria, nella quale persero la vita molti capitani castigliani.

Fu infine nel 1484, con l’espulsione di tutti i combattenti dell’isola e con l’aiuto del guanche Semidan, battezzato con il nome di Fernando, che i Re Cattolici conquistarono non solo Gran Canarie ma anche tutte le altre isole dell’arcipelago.

Ma Tenerife dava ancora filo da torcere.

Nel 1494 arrivò a Añazo, l’attuale Santa Cruz de Tenerife, l’esercito dei conquistatori, subendo una epocale sconfitta nel Barranco La Matanza. Fu a quel punto che Lugo consigliò di salvarsi con l’aiuto del Duca di Medina Sidonia, ottenendo quindi la vittoria sopra il famoso Benitomo, il mencey guanche fino ad allora imbattuto Taoro nonché leader dell’armata dei Guanches.

Nei secoli successivi le isole vennero così divise in signorie sotto il dominio dei discendenti di Diego de Herrera e quelli di Lanzarote vennero denominati Marchesi e quelli di La Gomera Conti.

di Ilaria Vitali