Arona, mancano le case per la cittadinanza

La carenza di case e alloggi abitativi per la cittadinanza di Arona, e di tutto il sud di Tenerife, è un fenomeno che va in contrasto con quello che vede l’aumento di abitazioni turistiche.

Benché nessuno contesti i benefici del turismo, vero e proprio motore economico di Tenerife Sur, e quindi l’aumento significativo di turisti nelle principali località da Los Cristianos a Los Gigantes, la mancanza di abitazioni, sia per l’acquisto che per l’affitto, per la comune cittadinanza costituisce comune preoccupazione.

Ad Arona in particolare modo, dove il piano regolatore è stato annullato e dove è salita invece del 20% la febbre dell’affitto turistico, quando si parla locazione è solo per quella turistica.

Coloro che dispongono di una casa o di un appartamento a Los Cristianos, ad esempio, preferiscono adibire la proprietà ad affitto settimanale o mensile, in alcuni casi annuale, poiché arrivano a guadagnare anche 2.000 euro al mese, quando la cifra media per un appartamento è sui 600 euro al mese, benché la legge vieti che le case residenziali in zone turistiche vengano affittate.

Evidentemente l’amministrazione locale chiude più di un occhio.

Con la presenza di molte case abbandonate dai costruttori per la crisi e con il fenomeno degli okupas che quelle case occupano illegalmente (Granadilla ne è lo specchio), il Sur ha lanciato un SOS circa la crisi di abitazioni per la cittadinanza.


Aurelio Abreu, vicepresidente del Cabildo e ministro delle Abitazioni, è convinto che per combattere la carenza di alloggi per i lavoratori e quindi per la cittadinanza, si debba completare l’anello insulare che permetterà una migliore mobilità e sia necessario il recupero di tutti quei locali vuoti, ora in mano agli okupas, e adibirli ad alloggi per la cittadinanza.

Non si tratta di demonizzare l’affitto turistico, bensì di riequilibrare il mercato con cautela e lungimiranza.

Il ministro all’urbanistica invece sottolinea che già da circa un anno nell’Ufficio Tecnico Municipale si nota un aumento di richieste di licenze da parte di entità bancarie per la realizzazione di alloggi residenziali in distinti punti della zona, come Chío, Guía centro e Alcalá, i cui progetti vennero interrotti dagli stessi promotori originari a causa della crisi.

di Bina Bianchini