Residenti all’estero: IMU,TASI,TARI in Italia

Molti cittadini residenti all’estero possiedono almeno un’abitazione in Italia. In relazione a detti beni immobili come funziona l’applicazione (o l’esenzione) delle principali imposte conosciute come IMU (l’Imposta Municipale Unica che accorpa l’imposta sul reddito delle persone fisiche -IRPEF-, le addizionali dovute in relazione ai redditi fondiari su beni non locati e l’imposta comunale sugli immobili -ICI-), TASI (la tassa diretta a finanziare il costo per i servizi indivisibili che offrono i Comuni  come  pubblica illuminazione, sicurezza delle strade, ecc.) e TARI (la nuova tassa rifiuti che sostituisce i precedenti tributi dovuti al Comune per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti)?

IMU – Fino al 2013 era possibile considerare direttamente adibita ad abitazione principale (con possibilità di ottenere l’esenzione IMU qualora l’immobile rispettasse le caratteristiche indicate dalla normativa per ottenere detta esenzione) l’unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risultasse locata.

In seguito all’approvazione della Legge 80/2014 (di conversione del D.L. 28/3/2014 n.47),  è stata eliminata questa possibilità di assimilazione. Pertanto, a partire dal 2014 gli immobili di proprietà di cittadini residenti all’estero sono da ritenersi tutti automaticamente seconde abitazioni escluse dai benefici di una eventuale esenzione. L’unica eccezione prevista è per i pensionati. Con decorrenza dall’1 gennaio 2015 la legge prevede infatti che il residente estero possa chiedere l’esenzione IMU in relazione ad una sola unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto, a patto che: 1) il cittadino in questione risulti regolarmente iscritto all’Aire;

2) sia pensionato;

3) la pensione sia erogata dallo Stato estero di residenza.

Questo significa che se si continua a percepire una pensione erogata direttamente dallo Stato italiano, anche se si vive stabilmente all’estero, tale condizione di residenza non è di per sé sufficiente a consentire l’esenzione.


1) Si dovrà procedere al trasferimento “fiscale” della pensione  dall’Italia al Paese estero di residenza attraverso la defiscalizzazione della pensione da parte dell’Italia prima (che trasferirà la pensione lorda alla competente amministrazione del nuovo Paese di residenza)

2) La successiva tassazione da parte del Paese in questione poi, in funzione della propria regolamentazione fiscale;

3) L’immobile possieda i requisiti previsti dalla normativa IMU per accedere all’esenzione (per intenderci non può trattarsi di un immobile di lusso);

4) L’immobile non venga affittato o proposto con un contratto di comodato d’uso.

E se il pensionato all’estero è proprietario di più immobili in Italia, con quale criterio si stabilisce l’immobile esente da IMU?

In assenza di specifiche disposizioni da parte del testo normativo, il Dipartimento delle Finanze ha precisato che spetta direttamente al pensionato indicare delle unità immobiliari (ovviamente tra quelle che possiedono le caratteristiche ed i requisiti richiesti dell’art. 13 del D. L. n. 201/2011 per l’esenzione IMU), quale destinare ad abitazione principale, con applicazione del regime di favore stabilito dalla normativa MU. Gli altri immobili rimarranno sottoposti all’applicazione dell’aliquota deliberata dal comune per tali tipologie di fabbricati.

La scelta deve essere effettuata attraverso la presentazione della dichiarazione IMU.

Per tutti gli altri cittadini residenti all’estero, invece, che succede? Lo Stato considererà qualunque immobile posseduto in Italia (abitativo o non abitativo) di fatto un normale immobile soggetto ad aliquota ordinaria deliberata dal Comune in cui l’immobile è ubicato ed i relativi proprietari dovranno pertanto  provvedere al pagamento delle tasse come se vivessero in Italia.

Tuttavia, anche per la categoria di cittadini all’estero che resta in “gioco” per accedere all’esenzione IMU, i pensionati appunto, considerando che non sempre la defiscalizzazione della pensione in Italia è possibile o che la pressione fiscale del nuovo Paese di residenza è conveniente, le cose non sembrano affatto facili.

TASI E TARI- Relativamente all’unità immobiliare dichiarata, anche se esente IMU, resteranno comunque da pagare le imposte comunali TARI e TASI, anche se in forma ridotta, come un normale immobile soggetto ad aliquota. Con la legge  di stabilità varata nel 2016, in alcuni casi sarà possibile ottenere anche l’esenzione Tasi se l’immobile è classificato come A2 e A7.

Infine, è bene sapere che il versamento delle imposte summenzionate, se dovute, si può generalmente effettuare con bonifico bancario al Comune dove sono ubicati gli immobili richiedendo le coordinate presso il relativo Ufficio Tributi. Considerato però che i Comuni possono, nell’ambito dell’autonomia di cui dispongono a livello amministrativo, introdurre variazioni alla procedura di pagamento, è bene richiedere tutte le informazioni del caso al Comune stesso.

di Avv. Elena Oldani