La loggia massonica Taoro, La Orotava.

Un aspetto diverso e romanzesco del comune di La Orotava, pieno di simboli che passano inosservati alla maggior parte delle persone, ma facilmente distinguibili per i membri della massoneria.

Un percorso con dodici fermate, che inizia al cimitero e finisce alla cappella del Calvario.

L’itinerario parte dal cimitero comunale, luogo di primo piano nella lotta tra Chiesa e la Massoneria, dichiarato “contaminato” dalle istituzioni dopo che una ventina di Massoni furono sepolti lì, come Jose Nicolas Hernandez e Diego Ponte del Castillo. Di conseguenza, nel corso dei 23 anni della dichiarazione di luogo off limits, nessun rappresentante della chiesa poté entrare nella chiesa del cimitero per officiare un atto liturgico.

La seconda tappa è al numero 11 di Calle Hermano Apolinar, la casa di Miguel Espinosa. Questo medico, di origine cubana, non solo è stato un membro di spicco della massoneria, occupando la carica di Maestro Venerabile, ma fu un grande promotore del giornalismo locale. Nel XIX secolo la città aveva circa 20 giornali, la metà di essi avviati e guidati da lui, come la Voce di Taoro, il Faro di La Orotava, El Cosmopolita, la Ville di La Orotava e il settimanale di Orotava, nei quali Miguel Espinosa difendeva i suoi ideali massonici creando grandi dispute e polemiche con i giornali di Tenerife, più conservatori nel criticare il clero.

Il nostro percorso continua con i Giardini del marchese di Quinta Roja, che furono progettati alla fine del XIX secolo per accogliere le spoglie del defunto marchese, Diego Ponte del Castillo, a cui fu negata la sepoltura nel cimitero comunale per essere un massone. L’idea nacque da sua madre, Sebastiana del Castillo y Manrique de Lara, che decise di trasformare gli orti della sua casa in un giardino per riabilitare la famiglia e per  perpetuare la memoria di suo figlio visto il danno ricevuto. Nel sito si possono trovare vari simboli massonici, in particolare la croce del cammino, nella sesta terrazza, che è stata interpretata come una croce simbolica.

Il Pantheon Diego Ponte del Castillo è stato progettato da due membri della massoneria, l’architetto francese Adolphe Coquet e il caposquadra Nicola Alvarez. Il primo avrebbe fatto un progetto all’interno del tempio con diversi bozzetti in cui chiaramente c’erano evidenziati simbolismi massonici, come l’emblema della Loggia Taoro, il Pellicano, la Squadra ed il Compasso, la Bilancia, la Croce Templare e la Cazzuola, ma furono scartati dalla marchesa.


Passiamo alla Casa dei Marchesi di la “Quinta Roja”: il marchese viveva in appartamento nella strada San Augustin, un edificio in stile moresco costruito nel XVII secolo, che divenne l’Hotel Victoria, poi sede del Liceo Taoro nel 1976 per poi diventare un curioso museo di bambole, automi e altri oggetti. Nel 1980 il Comune lo comprò e lo convertì nel Centro Municipale degli Anziani.

A seguito dei disordini politici in Spagna nel XIX secolo, si ebbe la comparsa di molti giornali in tutto il paese e anche La Orotava non fece eccezione. Gran parte della stampa era gestita dai liberali, repubblicani e massoni. La famiglia massonica Herreros, aveva la sua stamperia nella via Carrera di Carver Estévez al numero 13, dove attualmente ci sono vari negozi che ancora portano lo stesso nome.

La casa del Fratello Wildpret Soder, di origine svizzera, è stato il co-fondatore della Loggia Massonica di Taoro 90, era conosciuto con il nome di Guglielmo Tell ed è stato associato alla Loggia per oltre 12 anni. Ricoprì diversi incarichi, quali la cura del tempio, dare conforto e soccorso ai fratelli ammalati, compiti per i quali ci si immagina un uomo di carattere dolce, sensibile e di talento.

La Chiesa ha sempre condannato la Massoneria e, nella città, la chiesa della Concezione, monumento storico-artistico nel 1948, è stata l’epicentro della lotta. Tuttavia questo non ha impedito alla stragrande maggioranza dei massoni appartenenti alla Loggia Orotava, che erano cristiani, di professare la loro fede in questa chiesa, nella quale si possono ammirare vari simboli associati alla Massoneria nei tre bassorilievi delle due colonne centrali. Un esempio é il quadro raffigurante la scala di Giacobbe che, secondo la Bibbia, viene utilizzata dagli angeli per salire e scendere dal cielo; o un triangolo con un occhio centrale e il vertice rivolto verso l’alto, un’immagine che viene riprodotta anche in un altro quadro sotto il pulpito, in questo caso l’apice del triangolo  è rivolto verso il basso.

Al numero 7 di via Nicandro Gonzalez Borges, vicino al teatro Atlante ora scomparso, viveva Miguel Villalba Hervas, il massone più importante di La Orotava alla fine del XIX secolo. Avvocato, giornalista e storico, è stato anche un grande uomo politico e oratore, governatore civile di Tenerife durante la Prima Repubblica. E‘ stata la vera star della offensiva massonica contro la Chiesa cattolica.

Appena fuori dalla piazza Frenchy Alfaro, visse il sacerdote José Borges, che è passato alla storia per aver negato la sepoltura cristiana al marchese di Quinta Roja.

Vicino di casa del parroco anche il massone Nicola Hernandez, anche lui accusato dal prete di affiliazione massonica e il cui corpo finì sepolto nel cimitero comunale in un campo comune.

La Cappella del Calvario è l’ultima tappa del percorso alla scoperta degli angoli della Loggia Taoro. La confraternita dello stesso nome è stata tra i primi fondatori della Loggia.